Giorni dopo

IMG_20190106_154709.jpgTi sto leggendo, per non so quale volta. Leggo e non riesco a non pensare, domani ti chiamo e mi dici  di che gommista parli. I miei dubbi adesso resteranno tali. È inutile che te lo dica: mi manchi.

Ciao Paolo, tra altri luoghi e via Ferretto

Un’altra notizia terribile: se n’è andato Paolo Caredda.
Non proprio un mio amico ma una persona con la quale stavo stringendo un’amicizia. Molta stima tra noi.
Non ci sono parole per dire quanto mi mancheranno i nostri confronti sulle periferie, le sue domande su via Masina…
Dovevamo andare a Quezzi, per fargli vedere dove sorgeva il mitico Landing: e anche questa volta sono arrivata tardi.
Too late mi scriveresti tu.

I fratelli del rouge

Nietzsche e Oreste arrivarono in aereo viaggiando accompagnati da Roma, da una ex dipendente di Alitalia. Arrivarono un giorno di settembre del 2008, dopo che l’ultimo discendente della grande dinastia dei Cucchi, Martini, figlio di Cucco Barucco , gran Re del Paragnac, detto Baruc, ci abbandonò.

Già in salita l’arrivo: al primo richiamo a Nietzsche trovarono dei linfonodi ingrossati e lo rimandarono. Poi tutto tornò nei valori normali.
E sino al dicembre 2009 in casa c’erano questi due fratelli, uno rosso e l’altro rosa, uno seta e l’altro lana, uno indomito e l’altro timido.
Le notti erano fatte di allungare le mani verso delle fusa rumorosissime e riconoscerli al tatto.
E poi in pochissimi giorni la felv si portò via Nietzsche : non abbiamo mai voluto sapere se anche Oreste fosse malato.
Lui, ha ereditato il carattere del fratello, si è fatto forte e fiero, indipendente, un amico per F. miciomerda con me. Non mi ha mai considerata.
È stato un gatto molto impegnativo, ma di una presenza e di una determinazione immensa.
Ha lasciato un vuoto incolmabile ed il solito schifo provocato dall’assordante silenzio che lascia un gatto quando se ne va.

E per chi non c’era…

E un saluto, e un grazie, a tutti quelli che – loro sanno di essere tra questi – negli ultimi mesi senza festività si sono ricordati di chiedermi come stai.

Che le fragilità sono tante e per tanti motivi, accumulati e non.

A quelli che sono riuscita a incontrare e a quelli che vedrò, un augurio di cose belle, ma belle per davvero.

E come diceva una persona che viveva in un castello con un drago saccente, buona vita.

sdr

Cose piccine ma tanto carine, cassetto 424

Ci sono dei momenti che ti si piantano nella memoria, e quando arrivano – ogni tanto escono dal cassettino “cose piccine ma tanto carine”, che come dice una mia ex collega io le cose brutte in genere tendo a dimenticarle, e mi ballano davanti, come se quel momento non lo avessi vissuto io ma visto al cinema.
In questa sequenza siamo in tre, Fede, un amico ed io seduti in un bar in cima a via Balbi.
È il 31 dicembre di qualche anno fa e il nostro amico è venuto a salutarci che adesso abita in un’altra città.
Sono le 18, forse anche prima e prendiamo un aperitivo.
Nel bar fanno scoppiare qualcosa, ma è una meravigliosa boccia di carta che spara fuori di sé coriandoli colorati.
Io mi “engioio”.
E mi vengono alla mente altri capodanni passati con il mio amico e tante altre persone belle.
E mi viene alla mente quella volta che mi ha regalato le “miccette” e io non volevo e poi ho scoperto che facevano “pick…” e basta, e allora avevo cominciato a ridere che non riuscivo piu a fermarmi e dicevo “ancora, ancora…”
Ecco, basta così.
Un attimo, un petit coup de foudre, una risata.
Un pensiero felice.

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Quelli che l’albero… oh yes

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Quelli che… io lo faccio il 20 novembre così me lo godo un po’

Quelli che… guarda se non è vero non è Natale

Quelli che… vero è bello, ma tutti quegli aghi..

Quelli che… Io quest’anno faccio solo il presepe

Quelli che… credimi, se non fosse per i bambini non lo farei

Quelli che… ci ho speso una fortuna

Quelli che… anche piccolo ma senza non so stare

Quelli che… l’8 dicembre si monta e il 7 gennaio si smonta

Quelli che… in genere a carnevale c’è l’ho ancora su

Quelli che… quest’anno lo faccio tutto d’oro

Quelli che… il mio – non ci crederai guarda – ma è quasi tutto con le palline di quando ero bambina

Quelli che… ogni anno vado in Trentino per comprare una pallina da aggiungere

Quelli che… non l’ho fatto solo l’anno che è morto il nonno

Quelli che…quest’anno lo vorrei diverso… Oh yes…