Da bambina le “ferie” erano ad agosto.Papà aveva quelle due settimane attorno al ferragosto ed era allora che si andava in campeggio. Poi c’era la campagna e il mare in giornata ma non contavano.Quando ho cominciato a lavorare chiedevo agosto perché in campeggio c’era un po’ di movimento .Poi anni di ferie un po’ a luglio, a settembre che non andavo da nessuna parte e quindi non mi cambiava nulla quando farle.Poi ho avuto la possibilità di fare il mese di luglio tutte attaccate, grande fortuna per staccare veramente. Luglio lo passavo ai cica.. E arrivati al 31 luglio per me l’estate era quasi andata. In agosto c’erano quei pomeriggi fatti dei permessi rimasti, che io adoravo: mi parevano regali immensi.L’anno che ho camminato, non vedevo l’ora di tornare al lavoro per poi uscire e arrivare al mare.E il 15 agosto che decretava la prima fine dell’estate e lo svuotamento della cabina, verso la prima quindicina di settembre, che era veramente la morte.Tornare a casa dal mare con il buio…L’estate era la stagione della ricarica fisica, il sole, la luce sino tardi, un mondo diverso.E poi è cambiato tutto.Le estati hanno cominciato ad essere pesanti per quel caldo intollerabile, quell’umidita che ti taglia le gambe, quella cappa perenne che ti confonde la testa. E quel macigno sullo stomaco. Il sudore che ti scende negli occhi e te li fa bruciare, quel senso di fastidio continuo, le notti a rigirarti, la speranza di un po’ di aria pulita.Poi cambia tutto, arrivo qui e l’estate non è più una stagione ambita.Soprattutto agosto durante il quale non accade niente se non la frutta che matura. Il panorama è sempre lì stesso, tende al giallo e fatichi a fare cose fuori.E allora non vedi l’ora che arrivi settembre e se non arriva prematura la nebbia, anche ottobre.E anche l’inverno ti piace, a parte gennaio che è interminabile anche se non fa freddissimo.E la primavera la cerchi ogni giorno, ti pare che si allunghino le giornate anche se secondo me è solo suggestione.E insomma sono cambiata. Tutto mi pare ancora strano, vivere in una casa da soli, con il verde attorno, con poche anime, con il silenzio e la bellezza proprio che ti regala il cambio di stagione, mai uguale anche se la stessa dopo un anno.Quest’anno poi c’è un grande motivo di tristezza: non c’è frutta. Nulla.Quella pioggia tanto attesa è stata troppa, e la grandinata del primo giugno devastante.I pochi frutti marciscono sugli alberi o sono tutti rovinati.Mi fa sentire un po’ più sola questa mancanza.Mancano ancora più di tre settimane alla fine dell’estate, ma nonostante il caldo, io lo sento già l’autunno arrivare.Piena di propositi, aspetto.
E dopo 4 anni…
28 mercoledì Ago 2024
Posted in vitadizia



Non sono di base una persona pessimista e negativa ma probabilmente la sono diventata.