35. Sono proprio tanti. 11 in più degli anni che avevo.
35 come gli anni che aveva la mamma quando sono nata.
Agosto, che lo sai, ho deciso è per me – assieme ad aprile, che detiene alcuni record – il più crudele-crudele due volte, dei mesi.
Continuano a succedere cose qui sulla terra, e quella che fa schifo è che la Gianna, anche se è ancora qui, è come se non ci fosse più.
Se ne sono andate la sua salute e la sua testa.
Il suo carattere di merda, no.
Quello è rimasto, assieme alla sua altezzosità, alle sue recite magistrali, al suo egoismo smisurato.
Ma se io sono qui, a scrivere, con tutto il bene e il male che mi porto dentro, con tutti i miei difetti ma anche con le cose che so fare (tante, a differenza di tante persone, tutte un po’ male, ma le so fare) è merito suo. Vostro.
Celebro, oggi, il tuo allontanamento e anche il suo, che tra la sua condizione e il maledetto cancro che ti ha portato via in due mesi, non saprei cosa scegliere.
E’ la vita.
Certo che sì.
E’ un po’ come se ci fosse al mondo un solo allergico ad una sostanza, pochissime le probabilità di morire per quello, ma se l’allergico sei tu, ecco che la visione delle cose cambia: tutto nel momento che ti resta tra la vita e la morte ruota attorno a te, sei tu il centro del mondo e te ne fotti del resto.
Non c’è mai stato un anniversario di questo giorno felice, chiaramente, che qui non siamo scemi o ipocriti, ma questo credimi Nando, fa proprio schifo assai.
Continua a girare nell’aria e ogni tanto soffiami sul collo.
Ti segno queste date: tu sai.
09-02 – 29-08-2018
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