Questa mattina stavo percorrendo a piedi via Gramsci e ho visto centinaia di arabi in darsena.
Ne ho incontrato uno, l’ho fermato “Celebrate la fine del Ramadan?” Si’, mi ha risposto con un sorriso, che ho ricambiato sfiorandolo.
Non amo nessuna religione, e neppure i legami che impone, le leggi, le regole, e pure
quello che con la religione alcuni riescono a fare ad altri.
Ma questa mattina, mi pareva solo una festa: famiglie intere correvano verso la Darsena.
Loro erano lì, rivolti ad est, ed io per un attimo son volata via con la fantasia, sopra minareti e sopra migliaia, milioni di persone nella stessa posizione nello stesso istante.
Ho volato su un tappeto come nelle favole e ho visto solo uomini, fatti di carne e sangue.
Ho ricordato che anticamente c’era un moschea al molo, non ricordo come lo so, forse da carte dell’archivio di stato, forse da racconti.
Qualcuno dice nel 600, qualcuno dice da molto tempo prima.
Genova è città di scambi, di mercanti, di viaggi, di mare.
Genova è città d’accoglienza, e lo sarà per sempre.

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