Ogni tanto mi capita di tornare qui
Poi clicco sulle statistiche che mi fanno vedere che traffico c’è stato: poco.
Ma quello che mi incuriosisce è andare a vedere cosa ha letto chi è arrivato qui.
Oggi trovo questo post:
e mi sembra strano averlo scritto.
Non è una meraviglia, ma c’è un pensiero, c’è una voglia di comunicare vera, c’è quasi un’analisi di quel che vedevo e leggevo.
E mi domando, dove è finita quella voglia?
Divorata da questo stramaledetto facebook che non ti lascia spazio ad altro?
Ci resti attaccata, come drogata: e in realtà non ti interessa sapere quel che ha fatto, cosa ha mangiato, con chi e dove è stato chiunque tu segua (ho smesso di seguire un sacco di “amici”), eppure vago di link in link, di commento in profilo.
Mi sento prigioniera.

Questo altro post, un’idiozia (chissà mai a cosa era riferito) riporta comunque una serie di commenti intelligenti:

https://ilcavalloditroia.wordpress.com/2007/02/09/451/

Dove siamo finiti? E quando è stato che ci siamo persi?
Più urliamo per farci sentire e più ci confondiamo tra i milioni di post e i milioni di post, e mi assale un malessere, che altro che male oscuro di bertiana memoria.

Bello il mio blog, dove ogni cosa accaduta diventava un’avventura da raccontare, con sforzo e perizia, con corredo di foto a testimonianza.
L’ironia, ma soprattutto la ricerca dello scrivere, se non bene, per lo meno in modo accattivante e corretto.
Voglio tornare ad essere quella di 10 anni fa.

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