La cosa triste di quando mi metto a scrivere un pezzo che ho pensato poche ore prima, è che non ricordo l’argomento, allora comincio a scrivere sperando riaffiori, perché in realtà un timido bagliore, là in fondo, lo vedo.
Ho vissuto per trent’anni della mia vita (escludendo il primo e uno di mezzo in cui ero sposata) nello stesso luogo.
Una periferia orribile, in cima ad una salita, in una strada privata e chiusa.
Sotto la Madonna del Monte, (che era l’unico aspetto positivo, visto che lo si poteva raggiungere a piedi) lato Marassi – Quezzi e non San Fruttuoso che secondo me è molto più bello.
Insomma per anni io ho avuto la fobia della strada chiusa: non si arriva da nessuna parte, si può posteggiare, girare l’auto, per dire – ma si deve tornare indietro.
La finestra della mia camera per fortuna si affacciava sulla strada sotto, che è una via orribile pur essa, ma almeno non è chiusa.
La mia prima casa da sola, è stata una casa tutta a sud, dalla quale si vedeva, la ferrovia, la sopraelevata, la ferrovia portuale, il porto con le navi, una fetta di cielo infinita dove passavano tutti gli aerei diretti all’aeroporto.
Di fronte, laggiù, oltre tutto questo, la collina di Carignano, con la sua chiesa, a sinistra il campanile di Prè  e le cupole di vetro che si vedono solo quando batte il sole.
Va beh, tanto io lì non abito più ed è inutile che mi dilunghi in meraviglie che non ho più sotto gli occhi.
Tutto questo, per dire che questa mattina sono uscita di casa (abito vicino a quella meraviglia ma non è più quella) e ho cominciato a camminare, pensavo a quel che vedevo: il porto, la chiesa di San Benedetto – quella del Gallo -, i Giardini del Palazzo del Principe, la stazione Marittima, e poi entrando in porto, un treno è passato sulla linea sotterranea, ed è stato in quel preciso momento che mi è venuto in mente di scrivere un pezzo sulla meraviglia di vivere in una strada aperta.
Ho continuato a camminare pensando a quel che avrei scritto e a guardarmi intorno, il museo del Mare, la Darsena, Il bacino di Carenaggio, la Marina Porto Antico, il Galeone Neptune, l’acquario, il bigo, Palazzo San Giorgio , nelle cui prigioni è stato recluso Marco Polo, e Via San Lorenzo e la sua Cattedrale.
E mi dicevo quanto ero fortunata, a vivere in una zona – che non è sicuramente la più bella del mondo, –  ma che  permette in mezz’ora di vedere cose che voi umani…

le foto sono mie

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