Eccoci qua.
Un altro anno è passato e di bello, direi poco e niente.
Lo so, vorresti sentirmi dire altro, ma qui non va proprio tutto come dovrebbe.
Siam troppo vecchi tutti e due per raccontarci bugie.
Con tua moglie – mia mamma – non va molto bene, sono anni che non ci intendiamo, e anche se lo so che dovrei portare pazienza e capire, io… non ci riesco.
Lo sai certo pure tu che non è che il pensiero vada a te solo in questo giorno, è il tuo tributo pubblico che avviene in questa data.
Domenica una donna che conosco (stavo per scrivere ragazza, ma è bene che io cominci ad usare il termine donna) mi ha raccontato di aver perso il papà una ventina di giorni fa.
Aveva gli occhi lucidi quando mi diceva, mi manca, c’era sempre, ogni cosa lui arrivava.
Ed io le ho raccontato che capitava anche a me così, che una volta ho scritto che avrei voluto averti per mollarti tutte le mie rogne, e qualcuno mi ha commentato dicendo che era terribile quel che dicevo che era un uso utilitaristico che facevo di te.
E non ho avuto bisogno di interpretare quel che mi diceva: lo so, – le ho risposto – puoi avere l’uomo migliore accanto, ma è a tuo padre che pensi quando un lavandino gocciola, si rompe la maniglia dell’anta di cucina, devi salire su una scala per cambiare una lampadina o devi riporre il piumone sopra l’armadio.
Va beh, che ti devo dire.
Siam qua, e galleggiamo.
Neppure più l’arrivo della primavera riesce a tirarmi su.
Ma tu, non ti preoccupare, che tiro avanti.
Io ti immagino lì, su una nuvola, – che mi fa cacare dire su una nuvola – ma è l’unico posto dove ti posso immaginare in quanto energia nell’aria.
Però ti immagino come nella foto di Venezia, con le maniche della camicia tirate su, e tu a guardare giù.
E poi, in questa lagnosa lettera, ti dico, che potevi stare ancora un po’ qua, ma non tantissimo, che invecchiare non è bello per un cazzo, credimi (e te lo posso dire che son più vecchia di te).
E ti dico che ti voglio tanto bene, e anche se sei sempre più fantasmoso in forma fisica, sei sempre più presente in forma gassosa.
Dai papà, fai un buon compleanno, che la primavera è arrivata: per noi due è sempre  oggi, anche se dicono fosse ieri.

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