“I volumi di versi e i romanzi delle fanciulle romantiche offrivano in qualche pagina, la più cara e la più letta, quella che si inzuppò di lacrime notturne, il contorno violaceo o roseo di un fiore messo a seccare come un omaggio al poeta, al narratore di belle storie d’amore. Sono i segni del contatto fra chi legge e chi scrive. Io credo che il più commovente omaggio floreale che riceva un autore non siano i lauri posati sulla sua tomba, ma quelle violette e quei ciclamini che hanno profumato un endecasillabo, tinteggiato come una pennellata di acquerello un aforisma, consacrato nell’impronta di un petalo la morte dell’eroina. Bisogna amare le cose, perché in esse noi lasciamo un po’ di noi stessi.”

“Il pollo non si mangia con le mani”
Pitigrilli
1957

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