Mai come oggi sono contenta di essermi sbagliata, ma – sia chiaro -non sono dalla parte di nessuno.
Non sono con Salvini, M5Stelle, Brunetta.
Ho votato no ad una riforma che non mi piaceva, per quanto possa capirne io di costituzione.
Ho votato no, non perché Renzi abbia detto “se perdo mi dimetto”, ma per la sua arroganza di dirlo.
Questo sì, è vero, ha influito.
Non mi sento di dover fare un governo con la combriccola qui sopra, perché se Renzi non avesse personalizzato il referendum, ci sarebbe stato da lavorare un po’ (certo non puoi non avere la maggioranza, chiedere quella degli italiani, perdere e far finta di niente) ma si sarebbe potuto ragionare.
Se lui avesse capito che forse non stava andando dove gli italiani avrebbero voluto, avrebbe potuto rivedere qualcosa del suo mandato auto imposto.
E’ lui ad aver condotto il gioco, e ha perso.
I suoi comitati del sì, nei palazzi importanti della città: luoghi vuoti sempre, una riunione di 10 persone una volta ogni tre settimane.
Fumo negli occhi, che stavolta non ha annebbiato tutti.
Ma di una cosa sono certa, ha perso l’arroganza ma ha vinto il populismo.
Non credo gli italiani siano maturati compiendo un grande gesto di democrazia, credo abbiano votato di pancia e questo è quello che più mi fa male.
E dico la mia certo, sono una cittadina italiana chiamata al voto e voglio vedere che non possa esprimere un parere in pieno diritto.
Chi ha voglia di sparare la solita su “adesso son tutti elettori” si spari una pippa.

P.S.: e soprattutto grazie Renzi ad essere riuscito dove altri non ce l’avevano fatta.
Grazie da parte dei lavoratori per essere riuscito ad abolire l’articolo 18.
Un grazie immenso.

 

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