Piccolo uomo dalla pelle scura e dal grande e buffo naso di gomma, ero con te – in questo giorno – nell’ormai lontano 1983 e mi stavi domandando:” ma non si incazza Bagnasco che non sei a lavorare?”.
“No” – ti ho detto – “lo sa che non stai bene e capisce”.
Non ti potevo dire (ma tu lo sapevi benissimo) che da lì a poche ore te ne saresti andato.
Credo sia stata l’ultima cosa che mi hai detto.
Ci stavamo conoscendo – da adulti intendo.
Cominciava un rapporto nuovo, quasi alla pari.
Io l’ho coltivato lo stesso, ho salvato la semenza prima che strappassero per sempre le radici.
Sta lì, è cresciuto con gli anni anche se i miei ricordi sono di anno in anno sempre più seppiati.
Sta lì nello specchio dove vedo ogni mattina questo naso ingombrante.
Sta lì nelle labbra sottili che non mi sono mai piaciute.
Ma sta lì anche nella luce degli occhi che sembra che parli.
Va tutto bene, ma
cazzo papà, non potevi evitarmi almeno il gusto della polemica?

io papà

P.S.: vedi papà, che cazzo di bocca di merda ci viene in foto?

cica io

 

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