Ieri sera non riuscivo a dormire.
C’eri tu a tenermi sveglia.
C’eri tu con la tua voce e il tuo sorriso.
C’eri tu con tutte le tue parole, perché di cazzate ne dicevi veramente poche.
Ridevi, tanto.
Mi raccontavi storie di vite vissute, guardavi il mondo e lo interpretavi.
Mi eri molto caro, anche se insieme, abbiamo passato solo pochi scampoli di vita.
Riguardo questa foto – non era questo il momento – ma il luogo e quando ci dicesti “sembriamo in un film di Ken Loach, dove voi ragazze – una volta tornate a casa – verrete picchiate dai vostri mariti ubriachi. che tristezza.”
Ed ecco che quel luogo, già teatro e testimone di tristi vite che cercano una seconda chance, diventava un’altra cosa e le risate spazzavano via la tristezza.

Tu che con quel mondo avevi lavorato, tu che conoscevi certe sofferenze non comprensibili a tutti.

Tu che dovresti essere qui e invece non ci sei più.

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