Lo avete mai letto il mio post soprannominato prima e dopo?
Se siete attenti lettori sì.
Se siete sbadati lettori, è in calce al post precedente a questo e quindi …
Se non lo avete letto e non avete nessuna intenzione di leggerlo, saltate un giro, e non leggete neppure questo.
Ieri sera mentre giravo attorno al letto per radunare gli oggetti per infilarmici dentro, pensavo a questo prima e dopo.
E mi dicevo: mica voglio tornare al prima (1)  che non si può.
Vorrei solo poter guardare al domani – a anche a tra qualche ora, per dire – con un po’ di tranquillità.
Non dover pensare sempre a come andrà mai a finire, a tornare a vivere giorno per giorno, godendo di quel che è, un raggio di sole che illumini la stanza, o l’ippo (2) già quai pronto per la fioritura.
Stamattina, a poche ore da ieri sera, a questo pensavo: l’ippo non mi basta, e il raggio di sole stamattina proprio non c’era.
Post di lamentazione fastidiosa?
Può darsi, ma solo per ricordare agli altri e a me, che qualche motivo per non riuscire a vedere positivo, io proprio non riesco a trovarlo.
Ma siccome sono una roccia, vado avanti e spero che le cose cambino, che io la forza per cambiarle, proprio non la possiedo.(3)
Ma, “c’è amore nell’aria”. (4)

 

 

(1) ci sono un sacco di detrattori del prima, che ti danno del nostalgico, del vecchio, dell’immobile, solo se osi pensare che qualcosa di meglio tu lo hai visto, loro no, peggio per loro che pensano che solo l’oggi sia la chiave giusta.
E non sanno quanto si sbagliano, che noi non siamo inamovibili, solo che abbiamo qualcosa con cui fare un confronto, e molte volte vince il prima, mentre loro no, non lo hanno.
Vivono nella convinzione di essere nel giusto, ma che siamo noi ad aver sbagliato per loro.
Avere avuto 17 -20 anni e trovarsi in piena era berlusconiana, la vita te la cambia anche se pensi di essere “contro”: l’aria l’avete respirata tutta miei cari, e ce la rendete in ogni parola che pronunciate o scrivete.
Una sola parola a questi giovani virgulti, femmine e maschi: fottetevi.

(2) l’ippo

(3) chi vive sperando muore cagando, dice mia madre che nell’arte del tirarti su è sempre stata una gran maestra.

(4) stamattina, a De Ferrari, ho incontrato uno che mi ha urlato “c’è….. nell’aria” e io, che non ho capito, mentre ognuno di noi andava in una direzione diversa,  mi sono girata e gli ho chiesto “cosa diciiiii?” e lui “c’è amore nell’aria” e la frase l’ha accompagnata con un gesto delle braccia che significavano ampiezza .
E io “ah, amore… sì, come a dire primavera… ok…”

 

 

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