Un mese fa, sarà stato giugno, al lavoro, sto aspettando l’ascensore si avvicina un collega (e giuro non riesco a ricordare chi, ma direi un giornalista).
Mentre siamo lì che aspettiamo, lui si toglie gli occhiali e prendendo un lembo della mia camicia bianca, si mette a nettare le lenti.
L’ho raccontato a f. –  ma dopo un po’, che lo avevo rimosso – e lui mi ha chiesto
“… tu cosa gli hai detto?”
“Niente, assolutamente niente, non ci credevo”.

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