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…sarà stata più o meno mezzanotte, me ne stavo lì sulla spiaggia più bella del mondo a guardare il mare e a sentire il rumore degli alberi delle barche – quel kling kling che danza con la risacca – che sento un rumore di elica. Accendo il mio faro da mille e lo punto verso il mare. Da lontano una voce “Per cortesia… spenga, non vede che mi sta accecando?”. Obbedisco e nel buio intravedo una zattera. Si sta avvicinando come se scivolasse sull’acqua. Urlo “Attenzione, potrebbe incagliarsi!”. Nessuna risposta. La zattera si ferma davanti a me sul bagnasciuga e nel buio distinguo un signore in smoking, con un gran naso e un bel paio di baffi, seduto ad un pianoforte a coda. Scende e viene verso di me. Sta portando una poltroncina rossa di velluto. La posa sulla sabbia e mi dice “Le piace Brahms?” Lui intuisce dalla mia espressione quello che sto pensando e prima che io apra bocca dice “Ho capito. So io quello che fa per lei.” Delicatamente mi fa sedere sulla poltroncina e torna sulla zattera. Alle prime note, in ogni barca si accende una luce e gli alberi tacciono. La sua voce roca comincia a cantare:

“Via, via, vieni via di qui,
niente più ti lega a questi luoghi,
neanche questi fiori azzurri…
via, via, neanche questo tempo grigio
pieno di musiche e di uomini che ti son piaciuti,
It’s wonderfoul, it’s wonderfoul, it’s wonderfoul
good luck my babe, it’s wonderfoul,
it’s wonderfoul, it’s wonderfoul
I dream of you… chips, chips, du-du-du-du-du ………”

Mentre la sua voce sfuma, la mia poltroncina sparisce ed io mi ritrovo seduta sulla sabbia, le luci nelle barche si spengono e prima che gli alberi ricomincino a parlare riesco a dire “… senta mi potrebbe cantare quella che fa…

avrà  più di quarant’anni e certi applausi ormai
son dovuti per amore, non incontrarlo mai…
stava lì nel suo sorriso
a guardar passare i tram,
vecchia pista da elefanti stesa sopra al macadàm…
da ta da da ta da da ta da ta ….”

Niente da fare… è già lontano.

26.09.2007

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