11255323_582595558509670_4788390478535563488_n Mi ricordo il bar Olimpia, almeno credo si chiamasse così, quasi certa, anche se tutti ai quali chiedo, rispondono “In cima a via XX dove ci stava il cinema, vero?” e io rispondo “No, in fondo a via XX Settembre, all’incrocio con via fiume”. Me lo ricordo bene perché era un bel bar, grande, diverso dalla maggior parte dei bar di Genova, piccoli e stretti. Proprio un gran bel bar e c’era scritto TAVOLA CALDA, e c’era pure il tabacchino all’interno, e prendeva tutta la facciata del palazzo su via Fiume e aveva una luce su via XX. E io me lo ricordo soprattutto perché ci lavorava ilsignorgino tuttattaccato, che abitava al 4° piano e ci abita ancora, che quando vado da mia madre lo vedo e mi saluta. E’ un po’ piegato ma uguale uguale a come era una volta. Lo vedevo uscire e rientrare: era alto il signorgino e camminava in un modo strano, un po’ in avanti con la testa, col collo fuori dalla camicia, e a me ricordava una grossa tartaruga. Mi faceva soggezione ilsignorgino, usciva di casa ad orari diversi, che il bar Olimpia stava aperto sino alla sera tardi,  e usciva di casa con la giacca e la camicia, e da noi mica tanti uscivano di casa con la giacca e la camicia, che abitavamo in  un quartiere popolare e i papà lavoravano in porto o erano muratori, o avevano il negozio di biciclette, e tanti uscivano di casa già con il toni, invece ilsignorgino era elegante a modo suo, nonostante la testa da tartaruga, e qualche volta l’ho visto dietro il banco e aveva il gilet e il papillon, e non sono sicura, ma mi pare che il gilet prima fosse nero e poi scozzese sul giallo, ma forse me lo sto inventando,  e sorrideva ilsignorgino dietro il banco, e mi pareva che fosse tanto alto che dal banco ne usciva un pezzo più che gli altri suoi colleghi, e io so che ho pensato che era più allegro ilsignorgino quando faceva il caffè, che quando lo vedevo per strada. E ho pensato anche forse sarà colpa di sua moglie che faceva la maglierista in casa e io mica lo mai saputo come si chiamasse di nome che per me è sempre stata  lamaglierista tuttattaccato. Era una signora grassoccia, con gli occhiali e un nastro tra i capelli. E andavamo spesso con la mia mamma a casa loro che mia mamma prima che si comprasse pure lei la Elnagh, che poi è finita sotto il letto e ci è rimasta sino a che non l’ho più vista, si faceva fare le maglie, e anche a me mi faceva fare le maglie, e una volta lamaglierista  ce ne ha fatte due uguali, due maglioncini rossi per la montagna con la scollatura a V e le maniche a raglàn, che scopro adesso che sono andata a vedere come si scrive raglàn che si chiama così dal nome di un comandante inglese che “per nascondere la mutilazione di un braccio adottò questo tipo di maniche e di soprabito”, ma pensa te quante se ne imparano anche scrivendo un pezzo che non interessa nessuno se non te che lo stai scrivendo. Mi ricordo che il bar Olimpia un giorno ha chiuso e ci hanno aperto un burghy, e io è da lì che li odio gli americani.

foto dalla pagina Facebook:
https://www.facebook.com/newcartoline.genova

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