io per l’anno nuovo vorrei…
…vorrei che questo macigno che mi opprime stomaco e cuore si dissolvesse come una bolla di sapone
vorrei che mi uscisse – dal naso, dalla bocca, dalle orecchie, dal culo – da dove cazzo vuole lui, ma che uscisse.
che facesse come minchia vuole: che si andasse a posare su un monumento, su un monte o a boccadasse, o che svanisse, come vuole lui, ma che se ne andasse a fare in culo, lontano, che si portasse via quelli che dicono ti amo e per dimostrarlo uccidono, i governi di merda, gli incapaci, la cattiveria, l’ignoranza, le guerre, l’invidia, le malattie e quelli che ci speculano, le religioni tutte, le città strette e lunghe, sporche e puzzolenti, il buco nell’ozono, le differenze salariali, la povertà, il capitalismo, gli embarghi, i muri, quelli che abbandonano gli animali, quelli che fanno del male ai bambini, gli esodati, il razzismo, i populisti, i buonisti.
Vaffanculo macigno, che tu potessi rotolare e sgretolare come gesso in fondo ad un burrone, o che tu potessi fonderti come Dracula alle prime luci dell’alba del primo giorno del nuovo anno.

(*) La notte dei desideri – Jovanotti

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