“Nella sua personalissima scala di valori al sesto grado c’erano i bambini che urlano nei ristoranti, i bambini che urlano nelle piscine, i bambini che urlano nei negozi, in generale i bambini che urlano.
Poi le telefonate che offrono impossibili contratti convenienza per luce-acqua-gas-cellulare, la coperta che scappa dal materasso e scopre i piedi in una fredda notte d’inverno e gli apericena. Al settimo grado c’erano i ristoranti lenti nel servizio, gli intenditori di vino e il collega che aveva mangiato aglio la sera prima. All’ottavo gli spettacoli che andassero oltre l’ora e un quarto, fare o ricevere regali, le macchinette dei videopoker e Radio Maria. Al nono grado c’era l’invito a un matrimonio, a un battesimo, a una comunione o anche semplicemente a una festa. I mariti che si lamentano delle mogli, le mogli che si lamentano dei mariti. E al decimo grado, sul podio più alto delle rotture di coglioni, il massimo che la vita bastarda gli poteva propinare per rovinargli le giornate, regnava sovrano il caso di omicidio sul groppone”.

Antonio Manzini
La costola di Adamo
Sellerio

Icdt: Ma come è più di un mese che non ti fai vedere qui, e tu che fai?
arrivi e mi appioppi su una pagina un brano di libro che ti è piaciuto?
un volgare copia-incolla?
ma dico ti sei impazzita?
ma non te ne vergogni neppure un po?
con tutte le battaglie che hai sostenuto contro le regine del copia-incolla?
con tutte le dichiarazioni d’amore o per lo meno d’affetto nei miei confronti?
con tutte le battaglie al grido di “ditelo con parole vostre?
non ti pare di esagerare?

ziacassie: blogghino, cuoricino mio, mavedidiandarteneaffanculo, (assieme agli angeli magari…)

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