nandow
“Cosa importa dove si giace quando si è morti? In fondo a uno stagno melmoso o in un mausoleo di marmo alla sommità di una collina? Si è morti, si dorme il grande sonno e ci se ne fotte di certe miserie. L’acqua putrida e il petrolio sono come l’aria per noi. Si dorme il grande sonno senza preoccuparsi di essere morti male, di essere caduti nel letame. Quanto a me, ne condividevo una parte pure io, di quel letame, ora.”


(da Il grande sonno di Raymond Chandler)

il giorno “di mezzo” tra la festa del papà – che non festeggiavamo – e il giorno del tuo compleanno – che festeggiavamo poco.
mai festeggiato molto noi in casa.
i ricordi si fanno sempre più evanescenti, sbiaditi.
è il quotidiano che mi manca, non certo i tuoi gesti.
preferisco ricordarlo così il 21 marzo: oggi.
d’altronde io son sempre stata un po’ così, poco normale.
tu eri uomo di poche parole e di grandi fatti, e sono certa che mi capirai.

p.s. perdonami se continuo a mettere la tua caricatura: mi fa sempre tanto ridere (e a noi due ridere ci è sempre piaciuto).

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