Oggi sì.
Perché ho fatto una di quelle cose che mi riempiono il cuore, i polmoni e anche il fegato.
E mi fanno socchiudere gli occhi dalla soddisfazione (che io mi crogiolo e non rido mai smodatamente): ho fatto una cosa che volevo fare da 13 anni.
Ho cercato (e trovato) una persona alla quale ho pensato molte volte di telefonare (avevo il suo numero) ma non l’ho mai fatto per pudore.
Questa persona è uno scrittore. Di quelli bravi.
Io lo conobbi come attore di fiction, ma capii subito che era diverso: lui parlava, salutava, non si atteggiava, e soprattutto quando diceva qualcosa era in italiano e persino ragionata.
All’epoca io non sapevo che fosse uno scrittore, mi era apparso, proprio come un’apparizione, una persona vera, normale in mezzo a a tanta gente che era difficile da descriversi.
Poi per caso, ho scoperto che aveva scritto dei racconti a 4 mani con Ammaniti (li avevo letti prima, ma non avevo colto il nome), e poi il mio cammino ha cominciato a costellarsi di suoi scritti.
Sto leggendo un suo libro, che come al solito mi sta piacendo molto e così questa mattina mi sono fatta coraggio e l’ho cercato, forse solo perché volevo dirgli quanto fossi contenta di non essermi sbagliata nel farmi quell’impressione su di lui, e quanto apprezzassi la sua scrittura.
E l’ho trovato, ce l’ho fatta a mettermi in contatto con lui.
E ho trovato molto di più, ho trovato una persona vera, aperta, schietta, con la quale si può parlare di tutto, come fosse un vecchio amico, ma soprattutto ho sentito che mai mi sarei sentita giudicata.
Mi accontento di poco?
E vi pare poco incontrare una persona per bene?

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