renzi

non c’è dubbio.
stessa espressione intelligente (quella che ha beccato da subito Crozza), però – peccato – non la stessa simpatia.
Il giovvane Matteo è senza scrupoli (lo ha dimostrato con il suo predecessore e compagno di partito Letta e con il suo “stai sereno”), senza dubbi (un uomo della sua tempra non se ne pone mai), senza rete (tanto è di gomma e se cade di male non se ne fa), senza parola (basti ricordare le sue di parole sul fatto che mai sarebbe andato a fare il premier senza essere stato eletto).
Nato nel 1975, studia e fa lo scout, partecipa a La ruota della fortuna (lì, deve aver capito come ci si deve comportare con gli italiani: una battuta, una risata, uno sguardo alla telecamera), segretario provinciale del Partito Popolare Italiano, coordinatore de La Margherita fiorentina, e poi segretario provinciale (e già qui lascia trapelare la sua vocazione di sinistra), presidente della provincia e poi sindaco di Firenze (qui si è spostato dal centro a quello che qualcuno si ostina a definire un partito di centro sinistra).
Diventa rottamatore (non demolitore, rottamatore).
Perde le primarie, ma non si arrende, e fa bene perché neppure un anno dopo diventa segretario del pd – che, ripeto, una volta stava a significare un partito di pseudo sinistra, ma oramai la S di sinistra l’ha persa per strada, fatta a brandelli dalle ruote del cambiamento – e dopo un mese diventa presidente del consiglio.
A spallate va avanti Matteo, (devono essere gli insegnamenti cattolici).
Ha girato La ruota per Matteo, cazzo se ha girato: adesso tieni la rotta, Matteo, e avanti tutta.

Ma sta attento, che il vento a volte cambia anche per quelli furbi.

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