25 dicembre 2013
Ore 12,00 circa
noi si va a santificare la festa
piove che pare che la versino
f. trascina un carrello peno di cibi e bevande.
metro sino a brignole, poi taxi.
l’autista è una giovane donna albanese
ha lavorato poco ieri, dice che è stata 3 ore e mezza sul posteggio
oggi, si chiede perché tutti vadano solo a mangiare a casa dei parenti
dice, tutti a quest’ora, se io avessi potuto da mia sorella ieri ci sarei andata nel primo pomeriggio, per stare assieme, qui invece tutti all’ultimo momento.
io le spiego che per me meno ci sto, meglio è, che non è un piacere è un dovere e quindi porta il pranzo all’ultimo momento, pranzo e appena posso scappo, che non ci sto bene.
lei capisce, dice è un motivo, ma tutti gli altri che dicono che vogliono farlo?
perché vanno solo a mangiare, mangiare, mangiare?
non lo so dico io, perché penso che a quasi nessuno interessi, è solo una bella scusa il natale, per far vedere che si è uniti, tutti che fanno a gara a dirti quanto hanno mangiato, quanto hanno cucinato, quante cose buone ha cucinato la moglie, la suocera, la madre.
il potente valore aggiunto del cibo: più ne fai, più vuoi bene, più cucini, più c’è famiglia, e si sa, se c’è famiglia, c’è casa.
il volto ridente della famiglia, tutti assieme non perché ci vogliono stare, riuniti sotto il sacro vincolo del raviolo.

avrò avuto una famiglia di merda, avrò ancora retaggi di merda,  ma la voglia di natale è sempre stati dei regali, delle noci, del cibo.
non è molto diverso dal capodanno: lì ti devi divertire, possibilmente scopare, a natale invece devi amare, anche se non hai mai visto i tuoi genitori scambiarsi un bacio, un abbraccio.

scrooge?
meglio uno scrooge che imparerà ad aprire gli occhi, che mille famiglie con gli occhi coperti dal cotechino.

Annunci