ci sono cose che si conoscono da sempre, come sai che il primo dentino che ti cade lo devi mettere in un posto, e che sia il topino o la fata dei dentini verranno a prenderlo, e al posto del dentino troverai la monetina (lo sai che è una mussa, forse la prima della tua vita: nessun topo sarebbe così idiota da prendere un dentino e lasciare dei soldini, la fata che cazzo se ne farebbe del tuo dentino, a meno che non fosse una pazza e non si studiasse una collana fatta coi dentini di bambino, una cosa orribile a pensarci: nessuna fata farebbe una cosa simile).

le sappiamo, ma ogni volta facciamo finta che non le sapevamo, e allora diamo il là a frasi senza senso, pianti, minuti di silenzio, ricorrenze, mandiamo sms per inviare soldi (che sappiamo non arriveranno mai, anche questo ci hanno già detto), ci indigniamo, fingiamo di commuoverci, per due giorni profilo basso, qui e nella vita.
le tv e i giornali perdono ore ed ore a permettere a giornalisti e politici di prenderci in giro e parte il valzer, polemica sì, polemica no, adesso no che ci sono i morti, è sciacallaggio, ma io l’avevo detto, ma non ci sono soldi, dovevamo, non dovevamo, i sindaci, i presidenti di regione e provincia, lo stato assente, il ministro presente, la protezione civile, gli esperti, quelli che hanno denunciato, quello che hanno abusato, quelli che glielo hanno permesso, quelli che si lamentano perché non glielo hanno impedito di abusare, le responsabilità, il protocollo di kioto, il tifone giuseppina, l’uragano carmela
ci avete rotto i coglioni.
dobbiamo amarlo il territorio e l’ambiente, non possiamo far finta di niente e continuare a ignorare.
questo, è solo il risultato di anni e anni di facciamoci li cazzi nostri.
e almeno piantiamola di meravigliarci ogni volta.
per favore.

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