Ma la televisione deve essere, per forza di cose, solo informazione?
E se lo dovesse essere non dovrebbe essere un’informazione libera, varia e non a senso unico, politica, sociale?
E per quale motivo ci siamo ridotti a vedere trasmesse ore ed ore di passerelle pseudo politiche?
Perché tutte le ore dedicate alla politica all’interno dei talk show risultano essere solo show, e della peggiore specie?
Perché continuano a focalizzare la nostra attenzione su un avvenimento alla volta?
Da dopo le elezioni: i processi di berlusconi, la decadenza di Berlusconi, la nuovo forza italia, la cancellieri, la lotta tra renziani e cuperliani, civati, la leopolda,  – che solo a dirlo, viene la nausea -, con delle piccolissime pause per parlare di qualche catastrofe, Lampedusa, e adesso la Sardegna.
Ma non dovrebbe essere questa l’attualità, le emergenze di cui occuparsi?
Letta che un giorno sì e l’altro anche ci racconta che la crisi sta finendo, poi arriva il presidente di confindustria e ci comunica che la crisi non è finita,che se non ce lo diceva lui, noi umani, non ce ne saremmo mai accorti e avremmo sicuramente creduto alle parole di letta, e così ogni giorno in un altalena di puttanate, come se la gente avesse bisogno di vedere o sentire le notizie per sapere quello che accade nel paese reale.
Basta girare per un città qualunque, parlare con le persone per capire in che razza di merda siamo.
Ma anche non guardare la tv non serve , per essere fuori, per essere salvi.
E’ ipocrisia.
Ci riempiamo la bocca della “rete”, ma se della rete non si interessa un giornale o i media, la rete è come se non esistesse.
Tutto è in funzione di andare a finire sui media.
E allora, mi domando, perché anche questi non ci riprendiamo?
Perché non facciamo chiudere insulse trasmissioni?
Perché non ci ribelliamo a continue passerelle?
Perché non ci indigniamo?
Perché siamo dei coglioni?

Sì, penso proprio di sì.

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