family_lifeChe lei parlava e parlava della sua famiglia, di quanto fossero importanti i rapporti: suo fratello, le sue sorelle.
Mentre “i parenti” quelli di lui, erano tutte merde, tutti da tenere lontani.

E piano piano se ne sono andati quasi tutti, e per vecchiaia devo dire per fortuna, a parte qualcuno e una, morta giovane: una che avrebbe potuto continuare a vivere, ma forse decidendo di non curarsi, ha fatto una scelta.

E adesso, che lei è come se non ci fosse, chiusa in se stessa, il mondo fuori è cattivo, lei l’unica buona, lei unica vittima di questo mondo che non la capisce.
Sì, c’è qualcuno che la saluta, l’abbraccia e lei te la racconta come se questi sì, i pochi illuminati, riconoscessero in lei, la dea.

Ed io?
non ho un desiderio irrefrenabile di ritrovarmi con loro, i soppravissuti, che scoprirei come sono, e forse non mi piacerebbero.
Alcuni è da quando erano bambini che non li vedo, e adesso che hanno 40 anni sono probabilmente sposati, tengono famiglia.

Non mi piace ritrovare le persone dopo tanti anni se non le ho un poco vissute, è come conoscere persone nuove e allora tanto vale.
Non sento legami, ma questo un po’ mi turba.
Non posso forzarmi a provare sentimenti che non provo, ma forse mi piacerebbe incontrarli, almeno sapere che stanno bene.
Ma so che dovrei farlo di nascosto, che se venisse a saperlo sarebbero urla e strepiti, e ancora giù di mannaia, giudizi e mazzate.

C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo, lo so.

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