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A parte che ieri sono andata con f. a Campomorone (dove eravamo capitati per caso l’anno scorso) per festeggiare il 25 aprile in un paese, e quando siamo arrivati là era già tutto finito…

A parte che dopo abbiamo camminato tantissimo (per me) per arrivare in un posto di merda, ma passando però per il prato che avevamo trovato l’anno scorso, e che abbiamo scoperto si trova in Via S. Pittaluga, cineasta, sopra Campomorone, ed è un posto bellissimo…

A parte che abbiamo trovato una trattoria dove ci siamo fermati per un caffè (unico avamposto abitato, prima del deserto) e abbiamo speso 1 euro con scontrino per un caffè e una bottiglietta di acqua, e ci ha detto, che ci ha rubato 5 centesimi perché tanto non aveva il resto da darci…

A parte questi piccoli episodi di vita comune e anche totalmente inutili se non per me, avrei da esprimere un paio di considerazioni sulla giornata di ieri:
– la signora Boldrini aveva dato la sua adesione ad essere a Genova per il 25 aprile (ce lo avevano detto all’Anpi tutti contenti e fieri,  quando siamo andati a cercare di iscriverci e ancora nulla ne sappiamo) ma ha detto che il presidente la voleva a Roma, o qualcosa del genere, e poi ieri pomeriggio era a Milano, che è piazza molto più visibile di Genova: è insediata dalla metà di marzo, ed è già la seconda volta che compie un gesto per accrescere in modo oltremodo smisurato la mia stima in  lei;

– se la smettessero di sparare minchiate su Grillo, ci guadagnerebbero del bello.
Non ha detto che il 25 aprile gli fa schifo, ha detto che è morto per il fatto che viene trattato di merda (il 25 aprile, non lui) e vorrei vedere che no, partendo per esempio dalle righe sopra: il 25 aprile è un’occasione per farsi vedere, non per esserci perché lo si vuole, e soprattutto lo si sente.

– anche per quanto riguarda la diretta Letta vs. M5S, direi che devo aver visto un altro film, perché io non ho visto Letta mettere all’angolo gli altri, ho visto gli altri un po’ confusi nelle risposte, ma tanto quando hanno fatto un paio di domande, gli è stato risposto che non era argomento dell’incontro;

– Fassina, per il bene del poco PD che resta, farebbe bene a smetterla di andare in televisione perché ci sta pensando lui a seppellirlo di merda: se fossi uno degli elettori glielo vieterei categoricamente.
E poi dicono che Grillo sbaglia;

– Santoro ieri sera è stato vergognoso: ha messo a zittire il pubblico che contestava Fassina e ha trattato di merda la studentessa che per la verità gli ha tenuto testa e lo ha messo all’angolo, ma lui le ha tolto la parola, così come ha trattato Landini, in un’introduzione dove quasi lo insultava dandogli indirettamente dell’incapace, e continuando con “buona fortuna per la piazza”;

– il finale con Saviano ha chiuso una puntata che spero di dimenticare presto:
in Cile, il referendum nel 1988 mise fine alla dittatura di Pinochet, dove il popolo rispose NO,  in base a una campagna che invece di essere violenta, dichiarava di perseguire il fine con la promessa dell’allegria.
Una storia raccontata da Saviano che pareva una lezione di un corso di formazione per manager, con la stessa gestualità e con il finale di rito: la lettura del brano di uno scrittore amato, scelto dal docente.

Vorrei inoltre ricordare a tutti che anche noi abbiamo detto NO un sacco di volte (per cose forse anche meno importanti di una dittatura, ma importanti per la civiltà del paese), alla privatizzazione dell’acqua per esempio, non più tardi di nemmeno due anni fa.
NO, così, volevo ricordarvelo.

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