Sabato mattina ho preso la metro con f.: le nostre strade si sarebbero divise, lui  “per pesci” (che vuol dire vado a vedere se ci sono ancora pesci commestibili a quest’ora della mattina“), io a tagliare il pelo, e di seguito, gita a Sestri ponente per foto (con lui, se fosse venuto) o alternativa mare con libro.
Adocchio, a mie ore 9, (faccio sempre casino con le ore….)  signorina con Il buio oltre la siepe. 
La punto, ma evito adescamento.
f. scende, e io veloce come faina, faccio manovra di avvicinamento.
Mi siedo di fronte a lei e senza un Buongiorno, mi scusi, le dico “E la prima volta che lo legge?”
Lei dice di sì, glielo ha consigliato un’amica, io comincio a tesserne le lodi.
Alla mia sinistra, lontana un’altra signorina comincia ad annuire con la testa e sorride, poi si alza e si unisce al ritornello “Io l’ho letto molte volte”.
Scortiamo fuori dalla metro la signorina che ci fa un sacco di sorrisi, ma un po’ sollevata, secondo me, finalmente si allontana, mentre io le urlo dietro “Vorrei essere in lei perché lo dovrei ancora leggere per la prima volta!”
La seconda signorina, quando ci lasciamo, mi dice “piacere!” e lì sul passo Via Canevari – Brignole si dividono le nostre strade.
Arrivata a casa dico a f. “secondo te quella che leggeva Il buio oltre la siepe sulla metro l’ho lasciata scendere senza dirle niente?”
“No” risponde.
Quasi 26 anni di convivenza sono una sicurezza.

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