ma quando è che capiremo che mentre noi stiamo qui a “credere nella rete”, a condividere, a commentare a mettere nelle nostre bacheche qualsiasi minchia di link ci arrivi da qualcuno per il quale proviamo simpatia, amore, stima, fuori di qui, ogni minuto che passa, ci stanno preparando un culo che ce lo ricorderemo per anni e anni a venire.
Nulla è cambiato, gli indagati sono ancora lì pronti a farsi eleggere, i tecnici sono saliti in politica, i vecchi politici sono ancora attaccati alle loro ideologie, i nani scesi in politica, i giornalisti hanno buttato via la penna e si sono dati alla politica, così come gli economisti e i sindacalisti.
E noi, ancora qui, clicchiamo felici e ci facciamo inculare, dicendo “noi tv no, noi siamo evoluti, noi sappiamo…”.

Noi in realtà non sappiamo nulla, stiamo vivendo nella cecità, e non quella che ci impongono, ma quella nella quale vogliamo vivere per non vedere ed affrontare la realtà.
Per non vedere che questi anni non ci hanno insegnato nulla.
E rimaniamo fermi pensando che dal cielo possa arrivare qualcuno a tirarci fuori da questo pantano: qualcuno a cui affidarci come un nume tutelare.
Oggi uno, domani l’altro, non ha importanza: l’importante è che qualcuno lo faccia per noi.
A me manca l’aria, e solo scendendo in piazza, ho idea che potrei togliermi questa sensazione di asfissia.

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