Odio le statistiche, i bilanci, i “facciamo il punto”.
Lo so, odio molte cose e a qualcuno tira il culo.

Io non riesco, mi sforzo giuro, a fare finta di niente.

Ci sono molte cose per le quali valga la pena vivere, lo sappiamo e non dobbiamo ribadirlo, ma questo non vuol dire che io debba far finta che il mondo sia un immenso nucleo di persone meravigliose, nel quale le persone stesse si amino, non si inculino, il cielo sia sempre blu, la maggior parte della gente sia felice, e che non si rincorra sempre qualcosa che non si ha.
Odio la retorica, ed invece è cosi facile caderci e più facile ancora non trovare le parole per esprimere un senso di oppressione che sento alla gola da molto tempo.
Trovo molto vigliacco far finta di niente, per lo meno con gli amici: perché negarsi un discorso sincero, perché dover fingere sempre un “niente male, grazie”, che alla fine tu vorresti dire “guarda non va per un cazzo bene”, ma sembri solo tu a pensarlo, che in giro non senti altro che viaggi programmati, vestiti, feste, gite, frizzi e lazzi.
Poi ti fai un giro a piedi e scopri la miseria più nera, la disperazione, l’angoscia.
Io non sono di natura pessimista, ma non riesco ad essere ottimista se non ho una luce laggiù in fondo da intravvedere, ed io, perdonatemi non la intravvedo.

Vorrei, vorrei, vorrei… vorrei vedere tante cose cambiare attorno a me: forse non sono abbastanza forte per cambiare anche solo una briciola, forse oramai sono solo nella fase lamentazione e basta, forse avrei bisogno che mi si chiedesse come stai per davvero e non per tanto per dirlo.
E’ anche poi vero che se esprimi il tuo stato di “non bene, grazie”, la parola dopo è , “e sì, è così per tutti, ciao”: ho imparato che non serve a nulla fare uscire le parole dalla bocca, solo ad allontanare chi dai problemi vuol stare lontano.
Alla fine nessuno può aiutarti se non te stesso: l’ho sempre pensato ed ora più che mai.

Quindi, questo è uno sfogo e tale resterà, non c’è nulla di diverso da ieri, da un mese, da un anno, da cinque anni fa. Tutto è immutato da troppo tempo, infatti mi manca un po’ l’aria.
Magari è solo noia o mancanza di sogni belli, o di capacità di progettazione, o di abitudine al “finisce sempre così”:
Invidio gli inguaribili ottimisti e mi auguro che abbiano almeno un po’ ragione.

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