Stanotte sull’onda dei ricordi di domenica ho sognato il Prof.
(a me è rimasto molto sulle palle non riuscire a rivederlo e passare un pomeriggio, il tempo di un aperitivo o un caffè assieme: è un grande grandissimo rimpianto).

Era un bel sogno, ero a casa sua con sua figlia (che non vedo da quando era bambina) e il fidanzato di sua figlia (che non so se esista), casa sua era a Camogli, ma anche al Carmine, che per chi non lo sapesse è un quartiere di Genova, e mi diceva che si sarebbe occupato di me : mi avrebbe operato il ginocchio, che lui sapeva come fare.

(aveva telefonato di nascosto da me, quarant’anni fa a mia madre, e le aveva detto che si sarebbe incaricato di farmi dare un esame che non volevo dare, aveva chiesto a mia madre di portarmi là, e che avrebbe pensato lui alle questioni burocratiche, solo di convincermi a provarci, oppure di portarmi con un inganno, che avrebbe cercato di convincermi lui: mi madre me lo ha detto solo dopo vent’anni).

Ero preoccupata per l’operazione in se, ma non certo per il fatto che mi operasse lui.
Vedevo Camogli attraverso i portici e mi sentivo felice.
Mi sono svegliata prima di conoscere l’esito dell’intervento.

(lui è stata la prima persona che non mi ha fatto sentire una nullità, lui credeva nelle mie idee e non si dimenticava di dirmelo).

Poi mi sono riaddormentata e ho sognato un tipo che mi accusava per telefono di non svolgere il mio lavoro al meglio. Stavo spedendo una mail, ma non ero al lavoro bensì in un’aula di un’altra scuola che ho frequentato. Ho passato il telefono al mio capo, ed erano in due a darmi addosso.
Mi è accaduto recentemente una cosa simile e sono ancora turbata.

Vabbè, poi, per fortuna è arrivato il mattino.

Sto cercando di tornare a scrivere una cosa vecchia di anni.
Ho dovuto cambiare quel poco che avevo scritto perché mi è rimasto imprigionato all’interno di un vecchissimo portatile Mac, –  un duo qualcosa – che non me lo rende neppure se glielo chiedo per favore.

State tranquilli: non lo vedrete mai pubblicato.
Il soggiorno forzato su fb, mi ha fatto tornare la voglia di scrivere, anche se continuo a pensare che manchi una piattaforma “bloggante” sulla quale incontrarsi.

Questo progetto nel cassetto (virtuale, magari fosse stato cartaceo, non l’avrei perso) è un abbozzo di storia che sta lì a marcire da tempo immemorabile.
Tirandolo fuori dalla mia crapa, ho però pensato che diventerà un’altra cosa.
E vorrei sapere da chi mi legge: ma voi preferireste che indugiasse sui personaggi o che fosse forte la storia?, perché io sto cambiando direzione (e non vi dirò qual’è naturalmente).

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