Domenico se ne è andato.
In un attimo.

Ci accoglieva quando facevamo teatro, cercava sempre la chiave che non si trovava, ci chiamava “gli artisti”, e ogni volta che lo incontravo mi chiedeva quando avremmo ricominciato.
Si occupava di libri per la Comunità, li cercava, li sceglieva, li proponeva.
Non credo avesse avuto una vita sempre facile, ma era gentile e cortese con tutti.
L’ho visto due venerdì fa, ci ha aperto la porta della canonica,  per andare a fare le foto al don (federico, non il gallo, che di foto ne ha mille).
E poi se ne è andato di sopra, per non disturbare.
Ciao Domenico, mi mancherai.

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