Sabato notte ho fatto un sogno terribile, un incubo vero.
Come in genere nei sogni accade, non so dove fossi ma arrivava la fornero a visitare questo luogo.
Veniva contestata fortemente, e io la prendevo pure per i capelli, tirandole indietro la testa.
Poi se ne andavano, lei, la scorta e chissà chi altri.
Avevo la sensazione che in fondo non avevamo fatto niente, anche se mi dicevo che quella tirata di capelli me l’avrebbero fatta pagare.
Più tardi, mentre uscivamo da questo luogo indefinito, commentando che forse era andato tutto bene, all’uscita dell’edificio ci stava un cellulare della polizia che ci caricava tutti.
La sensazione era che fosse una ritorsione, e che il cellulare fosse messo in modo da non vederlo: una sorpresona, insomma.
Ci portavano in un posto che non saprei descrivere, ma era sicuramente un posto di detenzione, e lì restavamo per anni.
Poi, un giorno (o meglio, una notte, che io sogno sempre la notte, non è mai giorno nei miei sogni) ci siamo affacciati  (e qui eravamo in uno dei forti di Genova, dai quali si vede la città) e la città era tutta a fuoco.
C’era stata una rivoluzione, era stato bruciato tutto, noi non sapevamo nulla, ma ci stavano venendo a tirare fuori.
Mi sono svegliata con un’ansia terribile.
Credo che sia la seconda volta che faccio un sogno articolato su un politico, la prima volta, non ricordo il sogno, ma ricordo che sognai Berlusconi.

Questo per dire, quanto io ami e ammiri la piagnona.

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