La nave dolce di Daniele Vicari è proprio un film da vedere
Il film documentario sullo sbarco dei circa ventimila albanesi nell’agosto del 1991 sulle coste italiane è raccontato come fosse un film.
Alcune persone presenti sulla nave raccontano in prima persona gli avvenimenti, mentre passano sullo schermo le immagini quasi impossibili dei fatti di allora.
Il documentario non è una ricostruzione con attori ma si avvale solo di materiali di repertorio, interrotte ogni tanto dalle persone che continuano a raccontare.
Molto intenso anche il fatto che siano sempre presenti gli effetti audio sotto le dichiarazioni degli intervistati.
Una ricostruzione narrativa che dice la verità, non si fanno sconti a nessuno: bravi, cattivi, ladri, bugiardi, sino alla dichiarazione agghiacciante di Cossiga, che sinceramente non ricordavo, e non so dire se per fortuna o che peccato.
Al contrario della donna che racconta che ad un certo punto si è estraniata e viveva la vicenda come un film, io mi sono calata tra quelle persone (anche se non potrò mai minimamente immaginare quello che hanno passato) e ho avuto sete, fame e caldo assieme a loro.

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