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Cominciata male, malissimo la stagione cinematografica 2012-2013.
Ieri, qui il tempo non era proprio da mare, e allora decido per l’inaugurazione:  Prometheus o The Words.
non ne so un cazzo, faccio un giretto in rete,  il primo lo danno al “cinema dei ragazzini” in 3d, immagino la bolgia e soprassiedo.
il secondo, leggo in rete, parla di un “misterioso manoscritto” trovato da un rigattiere che diventa un libro tra le mani di un’altra persona, un meccanismo, definito a matrioska, un recensione tiepida tiepida sulla realizzazione da parte dei registi (pare alla prima prova) che si perdono nella ricostruzione del racconto dimenticando il film, ma nonostante questo decido di andarlo a vedere lo stesso. (mi fottessi).
In quella recensione, che non riesco più a trovare, fanno capire che sì, insomma non è bellissimo, ma lasciano immaginare chissà che, un manoscritto lasciato lì dal demonio: insomma che un qualcosa di oscuro si celi dietro la vicenda.

Palle, tutte palle.
Una cagata pazzesca, una fiction televisiva senza tensione, una storia scontata, un perdita di tempo e di denaro.
E per rabbia ve lo racconto semplificando al massimo così imparate anche voi…

Uno scrittore, chiamiamolo Pippo, sta leggendo la prima e la seconda parte del suo libro in pubblico. Tra il pubblico ci sta la mignotta di turno che ha vinto una qualche minchia di borsa di studio e se lo guarda da lontano, che si capisce che poi lo becca.
La storia del romanzo è questa:
“uno scrittore famoso (chiamiamolo Pluto) esce dal luogo dove ha appena raccolto il frutto del suo lavoro: un premio prestigioso. Un vecchio (Topolino) guarda lui e la moglie infilarsi in un auto.

Andiamo indietro e insomma sto stronzo di scrittore non aveva un cazzo da dire, e un giorno con la moglie a Parigi, in viaggio di nozze (minchia che originalità) da un rigattiere vede una borsa vecchia e lei dice che bella, la lucidiamo, te la regalo io. Lui scrive, scrive e tutti lo mandano a fare in culo, chiede soldi al padre che vorrebbe mandarlo a fare in culo pure lui, ma poi siccome il sangue non è acqua, continua a foraggiarlo: è pur sempre suo figlio, anche se cretino e senza nessuna vena letteraria (il padre mica è scemo, ha capito da tempo che idiota si ritrova come figlio).
Un giorno Pluto all’interno della borsa – quella vecchia regalata dalla moglie – trova un manoscritto, e allora lui, furbo come volpe, lo ricopia e fa il più bel romanzo della storia di tutti i tempi.

La moglie non sa nulla e lo legge sul pc, e si commuove e gli dice ma guarda te, lo sapevo che tu dentro di te avevi tutto questo, lui si turba ma tace. Dopo il primo naturalmente gli pubblicano anche gli altri (quelli scritti da lui): fanno cagare, ma chi se ne frega oramai lui vende.”

Poi non mi ricordo a che punto la storia viene interrotta, ma per farla breve la mignotta si fa spiegare il finale dal libro:
“Topolino un giorno avvicina Pluto che sta leggendo “chiedi alla Polvere” su una panchina davanti a un lago, e gli racconta tutta la storia, lui, durante la guerra finisce a Parigi e si innamora. Poi torna, direi in America, legge “il sole sorge ancora”, e si strugge, prova a scrivere la sua storia d’amore europea ma non riesce e allora torna a Parigi e sposa l’amata. Nasce una bambina e cazzo, muore. Lei torna dai suoi, e gli lascia una lettera. Lui rimasto solo scrive questa storia. La porta alla moglie da leggere, lei la legge e le dice torna a casa. Lui torna a casa. Lei poi lo raggiunge, e ci crederete? Dimentica il manoscritto sul treno. Lui si incazza un po’. E poi alla fine il loro matrimonio naufraga comunque.
Pluto si sente una merda va da sua moglie e gli racconta la verità, la racconta anche all’editore che gli dice se è scemo. Pluto chiede all’editore, ma i miei altri libri come sono? L’editore non risponde.
Rivede il vecchio e gli dice cosa devo fare, il vecchio gli dice, quello che cazzo vuoi, assumiti le tue responsabilità.
Pluto pensa e ripensa e poi decide che non dirà nulla al mondo. Topolino,  muore e  Pluto butta il manoscritto originale nella fossa.
Pluto resterà con il rimorso di aver rubato le parole ad un altro o no?”
Pippo è li con la mignotta, la mignotta vuole farsi trombare, lui la bacia e poi le dice, vattene, e un attimo prima dei titoli di coda, si vedono Pluto e la moglie e uno dei due, che se ne frega dice “mi dispiace”.

E un bel vaffanculo tutti in coro?

(aggiornamento: e se non l’aveste capito, ve lo dico io, Pippo aveva scritto un libro autobiografico, era lui che si era appropriato delle parole d’altri, infatti anche la sua di moglie lo aveva mandato a fare in culo, e lui ci aveva il friccichio del 50 enne di potere ma con il rododentro). amen.

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