C’erano dei blog, nei quali passavi e non lasciavi mai commenti (dice la Kerika Effe che si chiamano lurker, quelli che fanno così): in genere lo facevi perché eri timoroso, a volte scoppiavi di invidia per quelle belle parole che avresti voluto scrivere tu.
A volte arrivavi su un blog che stava chiudendo: a volte arrivavi su un blog che speravi chiudesse.
C’erano persone avvolte dal mistero, tu le immaginavi, poi le conoscevi, e nella realtà avresti voluto averle come vicini di casa, poi sparivano e tu soffrivi, come se un tuo caro amico avesse cambiato casa.
C’erano finti amici, finte identità, ladri di sentimenti, cagacazzi, casalinghe frustrate, geni incompresi, finti geni che si sentivano incompresi, maniache compulsive, cacciatrici di amanti del marito, cacciatori di mogli d’altri, poeti, attori, musicisti, esibizioniste, tristemente tristi, perennemente in SPM, spiritose a tutti i costi, brutte che postavano foto di fiche, fiche che si nascondevano, fotografi dilettanti, fotografi professionisti, persone irrisolte, chi era trascurato dalla moglie e chi sperava che la moglie lo trascurasse, chi a caccia di amore, chi di sesso, chi di parole.
Io mi incazzavo e litigavo un giorno sì e l’altro pure (proprio come faccio oggi, qui su queste pagine, o su quelle di fb, o su filmtv, o su anobii), ma quell’esperienza, per me la prima virtuale, è stata un arricchimento.

* se trovate il titolo cambiato, non siete strani voi, è in, come si dice, work in progress?

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