(con questo finisco la ri-pubblicazione del gioco sui sentimenti e il cinema. questo era il motore:
Ogni settimana un sentimento, uno stato d’animo o uno stato dell’essere divengono la parola chiave attivatrice. Per ognuno dei partecipanti una scena di un film diventa così spunto per la costruzione di un percorso tra scrittura, memoria, creatività, introspezione.)

Ero indifferente.
Ero indifferente a loro.
Ero indifferente a loro e alle loro provocazioni.
Non li vedevo, non li sentivo.
Mi annullavo.
Avevo giurato a me stesso che niente e nessuno sarebbe riuscito mai a scuotere questa mia indifferenza nei confronti del mondo.
Degli uomini.
Di certi uomini.
E non solo.
Anche nei confronti di certe donne.
Ce n’era una che mi faceva penare.
No, non pensate a me come se mi aveste visto colare la bava dalla bocca dopo aver posato i miei occhi sul suo culo.
No, io trattenevo la bava come un cane rabbioso, perché quella era una stronza, una cagna schifosa.

(Ecco, quando racconto della troia, non riesco a non essere indifferente).

Un giorno è arrivato uno, uno giusto, l’unico uomo per il quale valesse la pena di farsi passare l’indifferenza.
E poi… l’indifferenza l’hanno fatta venire a lui, e per sempre.
E allora me la sono fatta passare del tutto l’indifferenza e ho deciso: lo avrei liberato da quella merda di torpore nella quale l’avevano gettato.
E subito dopo sentivo salire in me l’IRA,  per come lo avevano ridotto, e allora sono andato verso quel maledetto lavabo.
Mentre percorrevo i metri che mi dividevano da quell’oggetto, sentivo accrescere la  FIDUCIA in me stesso, e non sarebbe stata ILLUSIONE come lo era stata per lui, ce l’avrei fatta a spaccare quella dannata finestra.
Nessun IMBARAZZO a compiere un’azione illegale, solo la SPERANZA di incontrarlo in qualche parte del mondo, come se lo potessi ancora credere in vita. Pensavo, deve essere vivo, lo deve fare  per me, per la mia DEDIZIONE nei suoi confronti. Forse stavo impazzendo, mi aveva accecato ripensare all’AMBIZIONE di quella troia, ambizione che avrebbe dovuto rigirarsi nel culo. Lui avrebbe dovuto ucciderla, liberare il mondo da un essere così spregevole e invece…
Con nel cuore un misto di AMAREZZA e NOSTALGIA per non essere in due, mi ritrovai fuori.
Fu GIOIA, quella che mi assalì quando mi misi a correre.
Quando fui lontano, abbastanza lontano, mi fermai.
A fermarmi era stata la considerazione del fatto che l’ ATTESA per un suo ritorno non si sarebbe mai esaurita.

Il mio nome è Chief Bromden e vengo da lontano.


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