Vorrei darvi un consiglio, che vi converrebbe tenere ben presente:

ci sono scherzi che non si possono fare ai gatti e soprattutto agli adolescenti.
I gatti hanno unghie e denti per rispondere alle offese, e non si preoccupano di fare male, molto male.
Agli scherzi così così, i gatti rispondono con cacca e pipì lasciata ovunque: un divano Chateaux d’ax appena comprato al due per uno, il tappeto persiano ereditato dalla nonna, il letto appena cambiato, la pelliccia della moglie del prefetto in visita di cortesia.
L’adolescenza è quella fase della vita di cui tutti pensano di sapere tutto: trattati, consigli, iniziazioni.
In realtà, nessuno ne sa un cazzo, e nessun adolescente è uguale ad un altro.
Non più tardi di una settimana fa ho chiesto a f. che genere di adolescente fosse: mi ha risposto evasivamente, chissà, forse non lo ricordava.
Un pomeriggio i miei genitori decisero di andare al cinema durante la settimana: il film era Helga, un film tedesco che credo terminasse con un parto. Il film è del 1967 ma credo fossimo nel ‘72 (i film ai miei tempi stavano su anni…), i miei erano andati pensando fosse un film spinto, e se lo erano presi nel culo, soprattutto mio padre che sperava in due cosce, una tetta… un po’ di pelo…
Io ero a casa per la prima volta sola, incazzata come una belva.
Giravo per le stanze come un’anima in pena, domandandomi come avessero potuto “farmi questo…”.
Dopo essermi provata tutti i vestiti, truccata e aver indossato una collana rossa di corallo, mi affacciai alla finestra della stanza da letto dei miei e pensai:
“e se adesso, mi facessi scivolare giù? Non sarebbe questa una bella punizione?”
Lo so, lo dico io, prima che lo diciate voi: esageravo.
Ma il bello dell’adolescenza è questo, non sai cosa sei, di che materia sei fatta (di essere della stessa materia dei sogni, neppure te lo puoi immaginare, al limite,l’unica materia della quale pensi di essere fatta è la merda).
Se hai le mestruazioni, e le altre no, ti senti un mostro; se non ce l’hai e le altre sì, ti senti diversa.
Se hai i capelli ricci, usano lisci, se li hai castani usano biondi, se hai il naso grosso ti prendono in giro, se hai un cognome da storpiare sei rovinata.
Un incubo, un inferno, e non sai in che cazzo di girone sei finita e se mai ne uscirai.
E sino a qui, parliamo di una normale, giuro: mai tentato il suicidio, mai drogata, mai scappata di casa, mai in analisi.
Questo perche la mia testa è come quella di Mc Murphy, che alla domanda:
“crede che la sua mente abbia davvero qualcosa che non va”,
risponde
“Non ha niente, è una maledetta stupenda meraviglia della scienza”.
Ma se invece si fosse trattata di una ragazzina adolescente, senza padre (scappato con un’altra donna), alla quale la madre non ha mai detto che un giorno, quando si diventa donne, si sanguina, dalla piccola fessura posta in mezzo alle gambe, e se questa madre fosse una fanatica religiosa (la religione, come dice Karl Marx, è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli.)
E’ il motivo di guerre tra fratelli che credono in dei diversi.
Per combattere chi non credeva in dio, l’uomo di dio si è inventato la sacra (ah! Ah! AH!) inquisizione; in nome di questa, inflitte torture.
La religione è una droga che non fa ragionare.
Ti entra dentro e in nome della fede ti autorizza ad abusare di chi non si piega al tuo pensiero.
Poi mettiamo che l’adolescente scopra pure di avere doti telecinetiche (in letteratura cinematografica è una tesi molto sostenuta: sono in molte ad averla, è una sensibilità verso il paranormale, forse l’istinto non è ancora sopraffatto dalla ragione e lascia spazio per entrare a qualcosa non del tutto codificato).
E poi mettiamo pure che un giorno, decida di ribellarsi, vuole solo andare ad un ballo al quale è stata invitata.
E poi… e poi…

Ricordatevelo, certi scherzi ad un’adolescente non si fanno…

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