Giòia  s. f. [dal fr. ant. joie, che è il lat. gaudia, plur. di gaudium: v. gaudio]. 

1. 

a. Intensa e piacevole emozione che si prova quando un fine, più o meno consapevolmente perseguito, viene raggiunto o un desiderio trova appagamento, e si manifesta di solito nell’aspetto esteriore della persona, talvolta con atti e comportamenti spontanei

b. In funzione predicativa, di persona che sia fonte di felicità e di consolazione

2. Diletto, letizia, stato di felicità 

3. poet. Stato festoso della natura, e sim.

Appena assegnata la parola,  sfoglio mentalmente i film che amo.

Contentezza, allegria, felicità, paura, cattiveria, malvagità, codardia, orrore, ansia, ma gioia… niente.

Non la trovo.

Passo all’elenco cartaceo dei film che posseggo: fantasia, odio, ingenuità, rabbia, onestà, serenità, angoscia, ambizione, dedizione… niente.

Neppure qui c’è gioia.

(mi interrogo pure sui film che amo…)

Penso ad Angeli con la pistola, quando Apple Annie, vede entrare nel salone gli ospiti, dopo aver pensato che fosse veramente finita. Salvezza.

Sirene, nella scena finale, quando Mrs. Flax, e le sue due figlie Charlotte e Kate, apparecchiano ballando. Finalmente mamma ha smesso di scappare dalle proprie responsabilità ed ecco che mi appare Consapevolezza.

La vita è meravigliosa, quando George  arriva nella loro prima casa dove piove all’interno, e Mary ha riempito le pareti, con posters di luoghi da favola. Calore, Intimità, Amore.

E che è? … e dove alberga  sta gioia?

No, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia…

La sera ci sediamo tutti attorno a un fuoco (… ci credete? Ma quando mai su… per favore,  solo nelle storie dell’orrore… in realtà siamo sulla terrazza di un bar al mare — davanti a noi — un tramonto da urlo) e chiedo ai miei amici a bruciapelo, “raccontatemi una scena di un film, o un film che vi  porti alla mente una sensazione di gioia provata.
a. dice:  Birdy, le ali della libertà, quando uno dei ragazzi scopre che l’altro non si è buttato per davvero. Sollievo.
f. dice,  è gioia quando in Qualcuno volò sul nido del cuculo, Chief Bromden libera con la morte Mc Murphy. Carità.
E’ ancora Qualcuno volò sul nido del cuculo, per m. , ma quando Chief Bromden  spacca il vetro con il lavabo e corre via. Liberazione.
f. ci riprova con Arsenico e vecchi merletti, quando Mortimer Brewster scopre di non essere un  Brewster e quindi è certo che non erediterà la pazzia dalla famiglia. Felicità.
E’ Footloose per G. che ama il ballo, quando i ragazzi alla festa si liberano dei tabù e ballano: rivincita.

Ce l’ho, ce l’ho, dice  fa., il film è La vita è bella, quando arriva il carro armato e il bambino pensa “abbiamo vinto”. Speranza.
“Un altro, un altro”, dice ancora,  L’attimo fuggente, quando tutti salgono sui banchi. Stima.
per E. e S. è Fuga per la vittoria. Volontà.

Il dibattito si accende quando smonto ad ogni film la parola gioia sostituendola con un’altra.
In tutti stanno sorgendo dubbi, a parte fa., che è ferma su La vita è bella.
Ma che cos’è realmente questa gioia ci chiediamo? E’ un attimo o solo la conseguenza di quell’attimo?
e g. dice, “già il fatto che fatichiamo a trovare la gioia è un dato, e l’assenza di dati, a me preoccupa”.
Qualcuno si interroga sul significato della parola, qualcuno sostiene che non la troviamo perché è un sentimento difficile da descrivere al cinema.
Si agitano e scavano, scavano nelle loro menti per trovarla.
“ e adesso, dove la andiamo a trovare questa gioia?
Ho  insinuato un tarlo, ed è quello che  continua a lavorare per me.
Io mi allontano e, da carogna, me la rido.
Ce l’ho fatta.
Gioia:  non pervenuta.

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