L’anno scorso su filmtv.it partecipai a un gioco collettivo di scrittura: venne definito un sentimento (il primo ce lo comunicarono gli amministratori del sito, in seguito lo sceglieva uno di noi giocatori) e dal quel sentimento si doveva arrivare a un film. Liberissima la scelta, un ricordo, un’emozione personale, una riscrittura del testo, qualsiasi mezzo era lecito per arrivare ad emozionarsi e possibilmente ad emozionare.
Poso qui, i miei pezzi scritti in occasione di quell’esperienza:


Oggi compio gli anni.

E piove.

Per me in realtà, oramai che fuori ci siano il sole o la pioggia non fa alcuna differenza.

Da quando Raymond se ne è andato (proprio qualche giorno dopo aver compiuto 70 anni,  gli stessi che oggi compio io), questa ricorrenza preferisco non ricordarla.

Speravo che questa giornata passasse incolore, come tutte le altre — che si trascinano via — da molto, troppo tempo: ad una certa età, le novità potrebbero risvegliare rimpianti e rimorsi, e certo per me, non sono compagni consigliabili.

Con me, vivono Claudine, — che da quando le mie gambe fanno i capricci,  è diventata governante fissa di una vecchia sola — e la sua bimba, Juliette.

Per tenere buona in casa Juliette, le permetto di giocare con i miei vecchi vestiti, i cappelli, le scarpe. Lei prova tutto con grande entusiasmo, ed io sorrido guardandole infilare i minuscoli piedini in un paio di vecchi sandali, che in qualche punto fanno affiorare bagliori argentati, testimoni di antichi fasti, o nascondere i suoi grandi occhi viola dietro occhiali fuori moda da più di 40 anni, o ancora applaudo quando si atteggia a star del cinema imitando le mossette viste in un vecchio film.

Passatempo innocuo, e divertente, per chi non ha nulla da fare come me.

Oggi ha trovato il cappello di Anne ed emettendo gridolini di gioia, se lo è calcato in testa. Non lo avevo più rivisto da quella sera.

Ho avuto una reazione violentissima: “Juliette!” ho urlato” togliti subito quel cappello! Dammelo subito! Subito ho detto!”

Lei si è spaventata, non avevo mai strillato con lei,  si è lasciata scivolare  il cappello dalle mani ed è scappata via piangendo.

Non mi sono chinata a raccoglierlo, l’ho lasciato dov’era, e guardandolo, ho sentito il pianto chiudermi la gola.

Aiutandomi con il bastone, mi sono alzata, e una volta davanti allo specchio, mi sono sentita mancare: il bastone è scivolato a terra ed io mi sono appoggiata alla toeletta con tutte e due le mani per non cadere.

Quando i miei occhi si sono posati sullo specchio, ho visto lacrime — per troppi anni trattenute – scendermi lungo il viso, ed un’altra immagine si è sovrapposta alla prima: quella di una ragazza di 17 anni, che una sera, in un’altra vita, si era resa conto solo in quel momento, che con la sua leggerezza e il suo egoismo, aveva segnato  irrimediabilmente  il destino di tre persone.

(15.03.2011)

Annunci