Tag

Io continuo a pensare non ci sia nulla da festeggiare.

E quel che me lo fa pensare è

il numero della vittime per stupro;
il numero delle vittime  per quello che loro chiamano troppo amore;
le condizioni negli ambienti di lavoro;
la disparità di salari;
il numero delle poche donne nei posti di potere;
il fatto che siamo sempre  le prime a partire in caso di esuberi;
le discriminazioni perché “portatrici di maternità”;
le discriminazioni perché quando non funziona è comodo pensarci puttane;
il fatto che il corpo delle donne faccia ancora e sempre vendere;
il numero delle mie amiche infelici per amore.

E poi c’è quel meraviglioso modo che hanno le donne di farsi del male da sole, l’altro giorno l’ho definito “lo spirito d’emulazione masochistico”, che a noi ci piace se ci fanno male (non necessariamente fisicamente, basta anche moralmente). L’importante è che ci dicano che ci amano. Poi stanno con l’altra, ma non ci vorrebbero stare e noi capiamo.
Noi capiamo sempre tutto.
Perché loro, poverini hanno avuto una mamma che non li ha saputi amare e crescere, invece noi le nostre mamme, minchia, delle volpi.
Non importa se non siamo in grado di amarci perché non ce lo hanno insegnato, o se non sappiamo camminare da sole, perché ci hanno sempre detto che non eravamo in grado di farlo.
Noi a loro, agli uomini, perdoniamo sempre tutto, loro a noi, un cazzo.

Poi un giorno all’anno, ci vengono a dire che siamo veramente importanti, arrivano con la mimosa (gli straccioni) con la rosa o l’orchidea (quelli che vogliono far colpo), e quelli che cagano fuori dal bolacco pure la cenetta al ristorante, o “amore, stasera cucino io”.
Sapete dove cazzo ve la dovete ficcare la rosa con tutte le spine?
Non ve lo devo certo dire io.

(*) Non sono una signora – Loredana Bertè

N.B.: vorrei chiarire che amanti non ne ho (che ho ricevuto una telefonata sul mio cellulare da un numero sconosciuto dalla “moglie del mio amore”, che non so se sia una cretina, o una mia amica burlona.)

Di amanti ne ho uno, da 25 anni, me lo coccolo come un bambino,  e non vorrei dire, ma mi basta e avanza.

N.B.: siccome le telefonate sono state due, avviso la cretina in questione che se arriviamo a tre faccio una denuncia, se sei un’amica burlona palesati per cortesia, che non è per un cazzo, uno scherzo né riuscito, né di buon gusto, e non è neppure il primo di aprile.

Annunci