Per mano mia l’ho comprato per caso, sì certo per l’argomento descritto, ma la copertina mi ha chiamata.
Non conoscevo Maurizio De Giovanni, e neppure ne avevo mai sentito parlare prima.
E’ quella sensazione che fa incazzare me e altre amiche mie che me lo confessano, che mi dicono, ma dove cazzo ero quando succedeva la tale cosa, veniva scoperta quell’altra, un tale scriveva un libro, l’altro componeva un pezzo straordinario, e soprattutto, perché me ne accorgo solo oggi?
De Giovanni fa parte di questa schiera di personaggi e cose che ignori e poi quando lo scopri, ti domandi come hai fatto a non accorgerti che esistesse.
Per mano mia è un giallo.
Un omicidio, le indagini, la soluzione.

Un commissario e un brigadiere, robe da tutti (che poi non è vero, perché raccontare come si arrivi a una soluzione, per molti è un mistero, dicono loro stessi che scrivono insomma).

Allora c’è la storia che ti prende, c’è  il periodo storico, pieno fascismo, c’è una città che continuo a pensare essere magica, per atmosfere e menti che ha sfornato e continua a sfornare.
C’è il natale, il presepe, i dolci, la cucina, la povertà, l’amore filiale, la dignità.
Ci sono tante storie che non si perdono e continuano ad andare avanti senza incasinarsi mai, e ti interessano tutte.
C’è tutto quel che si vuole da un libro.
Sto leggendo in questo momento Il senso del dolore(che io son seriale e mi fisso) che è precedente e pur piacendomi, mi mette un gran senso di freddo.
Per mano mia, è un’opera matura, lo si sente dalle prime righe.
Vi terrò informati nel prosieguo.

Nel frattempo, De Giovanni mi ha quasi convinta a festeggiare il prossimo natale…

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