Ho dormito malissimo e ho un mal di testa di quelli che nemmeno la madonna.

Ieri è stata una giornata pesante, pesantissima.

Direttivo sindacale e mare di stronzate galattiche.

Notizia della morte di Lucio Dalla (che mi girano i coglioni, anche perché contavo di vederlo dal vivo almeno un’altra volta).

Giorni fa una persona aveva postato Futura in un commento, e mi aveva commossa, perché mentre gli altri (compresa me) avevano commentato in modo ironico, quel commento si differenziava tra gli altri, e avevo pensato risentendola che non avrei potuto dire quale delle sue canzoni mi piaceva di più, tanto le amavo quasi tutte.

Ieri sera Servizio Pubblico, secondo me la più bella trasmissione della stagione.

Ma le lacrime che verso mentre ceno e guardo mi condizionano la notte.

Imbarazzante e inesistente Bersani, come sempre graffiante e mediatico Travaglio, ma il punto più alto lo ha raggiunto l’intervista alla compagna di Luca Abbà.

E poi mi ci sono immedesimata, e ho pensato che io non ci sarei mai salita su quel traliccio, che non sarei stata in grado di spingermi così avanti per far valere un diritto: quello di essere ascoltati.

E sentivo le parole di lei, che raccontava di quel che vuole lui, che è quello che vorrei io: avere un pezzo di terreno da coltivare, stare fuori dai coglioni, vivere nei limiti del mio, senza esagerazioni, e ricreare, con un gruppo di persone una comunità, una piazza, spazi comuni per i bambini e gli anziani. Case singole (nessuno vuole la “comune”) e spazi in comune, gruppi d’acquisto di quel che non si riesce a produrre in proprio e un po’ di tranquillità.

Piangevo, perché non troverò mai la forza e il coraggio di provarci, ma loro erano già lì, e si sta tentando di distruggere quello che è loro intorno.

Inutile parlarne, tanto i politici continuano a fare prendere aria alla bocca, senza stare a sentire nessuno.

Ho come l’impressione che se una persona parla di “bene comune” non viene creduto, si pensa subito ci sia qualcosa dietro.

Sono sporchi, e vedono sporcizia ovunque.

Sì, sono banale pure io, e metto la mia canzone del cuore.
Quella di oggi.

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