Un natale in giallo
Alicia Giménez-Bartlett, Santo Piazzese, Carlo Flamigni, Francesco Recami, Gian Mauro Costa, Ben Pastor, Marco Malvaldi
Sellerio

Non mi è rimasto molto, il che vuol dire nel mio linguaggio di lettrice bulimica, che è passato come acqua fresca.

Il diavolo certamente
Andrea Camilleri
Libellule Mondadori

33 racconti nei quali il diavolo mette lo zampino.
Godibili, in media anche se la morale cattolica è molto presente.
E anche un poco di banalità.
Facili.
Diciamo che Camilleri non si è sprecato, ecco.

La verità del serpente
Gianni Farinetti
Marsilio

Un’altra occasione perduta per Gianni Farinetti, che trascura la storia e l’intrigo giallo, a favore dei particolari inutili e dei dialoghi sciapi. Un po’ meno moda, in po’ meno mondanità, e un’attenzione in più alla trama riporterebbe questo autore alla bellezza di L’isola che brucia.

Via delle oche
Carlo Lucarelli
Sellerio

o non l’ho capito io, o è deboluccio, deboluccio…

La regina disadorna
Maurizio Maggiani
Feltrinelli

me lo avevano detto tutti quelli che lo hanno letto e anche le recensioni (per lo meno quelle che ho letto io) che era un libro fatto di due parti: la prima straordinaria, un ritratto di Genova del primi del 900, dei luoghi non canonici, dei gesti, delle abitudini, e una seconda parte…. non lo mi sono fermata appena ha cominciato ad annoiarmi. Le prime 200 pagine valgono comunque la lettura.
Per chi ama la città, e per chi non la conosce.

Gli anni perduti.
Vitaliano Brancati
Oscar Mondadori

L’avevo letto tanti anni fa.A una ventina di pagine dalla fine l’ho mollato lì. Sono stata chiara?

La figlia del tempo
Tey Josephine
Sellerio

Il poliziotto Grant è in ospedale, costretto a letto e guardando un ritratto di Riccardo III, pensa che in fondo con una faccia così, tanto cattivo non può essere stato.
Parte così la ricerca attraverso testi e con l’ausilio di altre persone, della riabilitazione di Riccardo III.
Di fatto, questo non è un giallo, ma un romanzo storico, ed io non sono fatta per i romanzi storici: non ricordo un nome, una parentela, una data, una qualsivoglia analisi rilevata.
Un’occasione persa per me per diventare un po’ più furba (alla fine a me resta solo il finale).
A chi ha voglia di leggere con più attenzione, lo consiglio vivamente.

Egnocus e gli efferati
Fabrizio Dentice
Adelphi

E’ un peccato, e non veniale.
Parte scoppiettante e pieno di prospettive.
Egnocus in realtà è il nome che nobilita il soprannome gnocco, e gli efferati una banda di cattivi che decide di rapire bambini per tirar su un po’ di soldi. Ma gli efferati sono furbi: prima mandano la lettera con il riscatto e poi rapiscono, che metti che i soldi te li danno sulla parola, risparmiano tutti.
Con questa premessa ho divorato questo libro, che si perde, partendo da un meraviglioso surreale per finire nel peggio di Pinketts e Palaniuk, senza averne la stoffa.
Ripeto. Peccato per davvero.

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