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Ho un lettore silenzioso che ogni tanto incontro.
Mi fa domande sui post.
Commenta dal vivo insomma.
Devo dire che è un’esperienza bellissima.
Ma il mio lettore silenzioso si lamenta di questo nuovo blog: non gli piace.
E’ bello dice, elegante, ma…
Sabato mi ha detto: “ a me proprio non va giù… te lo devo dire, te l’ho già detto…te lo ripeto… non mi piace…” e ha fatto un buffo gesto, per segnalarmi visivamente che non gli piaceva, ha tirato su la mano destra per arrivare alla stomaco, e la mano, nel venire su, ha scontrato il suo grembiule sporco di crema (sì, il mio lettore silenzioso fa le paste più buone del mondo).
Gli ho risposto che anche f. lo trova brutto, e in effetti più lo guardo e  più lo trovo freddo ed inospitale anche io.
Sono anche convinta che sia bello, bellissimo, ma come quelle case belle, ideate dall’architetto e non amate dai proprietari.
Quelle case dove arriva la gente, dice “eh ma che bella casa…” posa lì il pasticcino e se ne va schifata: ha fatto la visita di cortesia e in un battibaleno scappa via (e fa pure rima…).
E penso che mi dispiace proprio tanto che non ci sia più Splinder, che era accogliente come una casa col camino, e gli amici tutti attorno, che venivano per restare, e anche quelli che non abitavano lì ci si trovano talmente bene che si affittavano un buco per qualche giorno, per stare in compagnia.
E che dolore, quando qualcuno cambiava casa. Era un vuoto che non si riusciva a colmare.
E non si tratta di WordPress, io iobloggo, di blogspot, di loggame, o che cazzo ne so: a me manca quell’aggregazione che si era creata.
Con i conseguenti vaffanculo, chiusure, cancellazione, amori e le amicizie, rotture.
Ho letto sul post di un altro abitante di Splinder (Cinas) che non avrebbe mai pensato di rimpiangere quel cadavere di Splinder.
Penso a quanto lo abbiamo mandato affanculo, quanto lo abbiamo criticato, il nostro paese virtuale.
Quella pagina blu che non ci permetteva di entrare, quella lentezza infinita.
Ma anche quel modo semplice di mettere in contatto le persone, la facilità di postare, di trovare l’ultimo post del tuo conoscente, o quello appena scritto da uno sconosciuto, i “pvt”, la chat interna, e il menello di quando Splinder si sposò la signora Dada.
Splinder faceva parte dei nostri post, chi più chi meno, tutti hanno citato il paese che lo ospitava in qualche post.
Lo so, io sono una nostalgica, anche qui nell’era della tecnologia avanzata, ho modo di rimpiangere, qualcosa che non c’è più.
E mi viene quasi malinconia dei glitters, e dei gattini sperluccicanti, e delle fate alate.

No, va beh, adesso esagero.

(*) Le cose che piacciono a me – dalla colonna sonora del film The sound of music – Tutti insieme appassionatamente

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