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Ieri volevo andare a vedere Sherlock Holmes – Gioco di ombre, ma non mi ero accorta che lo spettacolo cominciava alle 15 ed ero terribilmente in ritardo.

Alle 15,30, un poco più vicino per poterlo raggiungere per tempo cominciava The Artist e così, è stata scelta obbligata.

In sala, prima della proiezione dei trailers, due dietro discutevano su Nespresso, sulla qualità dei caffè alla ciliegia, sui prezzi e MPS* vari, mentre un’altra signora al telefono ci aggiornava sul regalo che non meritava per un cazzo, un suo nipote.Sulla proiezione dei trailers sempre il signore dietro, si fa venire un terribile dubbio e lo esprime alla sua compagna e a tutto il resto del cinema “speriamo che visto che il film è muto, la gente non parli…” .

Parte la proiezione, non una mosca vola, non una tossicchiata, uno sternuto, un suono di cellulare, Il silenzio assoluto, solo la bella musica che proviene dalla schermo.

Poi, verso la fine del film, quando il protagonista ha una pistola nella bocca per uccidersi, si sente una voce “no…. non farlo… oh, mio dio che ansia… noooo”: è la signora che prima stava al telefono.

Il protagonista non si uccide (è un film muto, mica una tragedia perdio…) ma muove in modo agitato la mano con la pistola… parte un colpo… il cane – che dall’inizio della storia quando gli si punta una pistola contro, fatta pure solo con la mano, si butta a terra fingendosi morto – anche stavolta si butta a terra, e una voce si alza nella sala, la stessa della signora di prima:
“stupido! (con lo stesso tono di Crozza quando imita Montezemolo) stupido… hai ucciso il cane… stupido!”.

In sala cominciano alcun risate e al terzo “hai ucciso il cane”, si sente un’altra voce “ma no, tranquilla, non è morto!”

*mai più senza

(*) Puttin’ on the Ritz – dalla colonna sonora di Young Frankenstein (Frankenstein Junior)

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