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Sarei molto curiosa di sapere, come la pensano oggi le mie amichette – con le quali ho discusso in questi giorni, perché la sensibilità della ministra, al di là della manovra, non si doveva toccare trattandosi di “ministra” e per di più di “centro sinistra” –  dopo averla vista ieri sera a Ballarò, illustrare la manovra dettata dall’Europa, dalle tre parole magiche “rigore, crescita, equità”.

Vorrei sapere se hanno scorto un barlume di “umanità” negli occhi, nelle rughe tanto decantate, nello sguardo vincente, alla dichiarazione di “fiducia” della Finocchiaro e della Gelmini.

Fiducia, che verrà data, a detta loro,  dopo aver concertato; dico io, dopo aver provato a concertare.
Gliela daranno: a prescindere.

Per quanto riguarda le tre parole:

il rigore, non v’è dubbio, lo mettiamo noi;

la crescita, ci ha spiegato, arriverà quando avranno fatto cassa (intanto oggi beccatevi le accise sul carburante e poi ne riparliamo);

la terza parola eq.. equ…beh, sono tanto commossa, che non mi esce neppure dalla tastiera.

 

(*) Se mi lasci non vale – Julio Iglesiasis

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