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Sono momenti difficili.
Fatti di riflessioni, di rimpianti, di piccole malinconie.

Ci sono giornate in cui ti senti dire “metti in moto il cervello prima di parlare” e mandi a fare in culo perché sai di avere ragione, e invece ci sono giornate in cui te lo senti dire, vai a casa col magone, e solo all’indomani ti riprendi, perché dimostri che avevi ragione tu.

Ci sono giornate che finiscono male, perché dal finestrino del bus, hai visto una mamma spingere un’altalena, al buio, prima di rincasare, e riesci ad immaginare anche l’audio “… ancora una… poi andiamo eh…” e ti accorgi che tu non hai mai spinto un’altalena perché non hai mai avuto un bambino da far giocare.

Ci sono giornate che finiscono con uno scambio di sms con un’amica che ti scrive che i tuoi occhi raccontano molte più cose di quante pensi tu, e ti capita che invece che esserne contenta, ti si aggrovigli ancora di più lo stomaco.

Ci sono giornate…

Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell’eroe
Perché è venuto oramai il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paure
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto 

(*) Dio è morto – I Nomadi

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