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Nel 1947 avevo 17 anni. In quell’anno sbarcai a Genova per la prima volta. La città era appena uscita dalla guerra, il porto era a pezzi, i muri delle case ancora sbrecciati dagli obici. Scoprivo allora il cinema attraverso i primi film del neorealismo italiano e volevo, si può quasi dire, verificarli sul posto…”

Con questa parole – pronunciate dallo stesso autore, inizia il film “Gli uomini del porto di Genova” realizzato nel 1995 da Alain Tanner.

Giorgio, utente Youtube Fontanella 867, socio della CULMV, oggi Compagnia Lavoratori Merci Varie Paride Batini, del porto di Genova, ha pubblicato su Youtube questo film speciale.
“Speciale”, per chi come me è, figlia di socio, anzi della matricola 118;
“speciale” per Giorgio, che nonostante suo padre sia scomparso quando lui aveva 12 anni, per tutti i colleghi lui è, e sempre sarà, “u figgiu du funtanella”, ma speciale anche per chi non ha mai conosciuto gli uomini della Compagnia, se non per le frasi a volte polemiche rivolte alla compagnia e al porto stesso.
Chi non conosce Genova e il porto non sa cosa voglia dire essere uno di loro. Non è una casta, è solidarietà, è amicizia, è sapere di non essere mai soli, è come dice in questo film, Paride Batini (che ha lasciato un profondo vuoto l’anno scorso), essere consapevoli che il capitale del portuale è,  da sempre, il lavoro stesso.

Un ritratto poetico de ”gli uomini del porto di genova”

P.S.: il mio padrino di battesimo era un portuale, e quando si stava facendo” bella la casa” per la mia prima comunione, furono i colleghi di mio padre a dare il bianco e sistemare porte e finestre. 

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