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E’ stato bellissimo, un’emozione e non da poco.

Un’esperienza a tutto tondo.
Non si può non condividere.
 
Poche persone conoscono la mia casa (che poi è una grossa tana da gatti con tanti libri e tanti dvd).
Sono anni che ho un piccolo televisore (a colori, quello ce l’ho) in cucina che sintonizzo coi baffetti, perché ho avuto sì due antenne amplificate, ma i gatti le hanno distrutte negli anni.
L’impianto dell’antenna centralizzata c’è: arriva all’ingresso, dentro uno sportello dove vive il cavo monco assieme al microfono del citofono, due oggetti abbandonati all’epoca maniaca del decoupage, un lucchetto di chissà che cazzo, e la coccarda natalizia da apporre fuori dalla porta, rigorosamente dall’8 dicembre al 6 gennaio..
 
Mai provato l’impianto centralizzato e quindi inconsapevole del funzionamento o meno dell’impianto stesso.
 
Ieri sera, annuncio in casa che stamattina ci sarebbe stato lo switch – off:
f. che è sempre un po’ distratto (o finge, secondo me finge…) dice “domani???? O cazzo”, quindi a quel punto gli spiego che sarebbe carino provare l’impianto analogico per almeno capire se ci potessero essere problemi preesistenti – e quindi un po' nel culo già ce lo avremmo avuto, o se i problemi si sarebbero verificati stamattina dopo l'apocalisse e avremmo dovuto strapparci tutti i capelli o rinunciare per sempre ad una felice serata davanti a un talk show serale*

*Tengo a precisare che coi baffetti non si riceveva rete uno, e di conseguenza ho rinunciato con profonda tristezza per lunghi anni a: Porta a porta, Sanremo, Missitaglia, serate premi regie televisive sanremasche, fiction sacre.
Un po’ i coglioni mi giravano per “Montalbano sono…” che poi mi toccava chiedere “ti prego ti prego ti prego, registrimelo” (sì, registrimelo, proprio come le maestre dei cica che dicono, salutimelo, mandimelo, diccelo).

Già da giorni, a rate, ci eravamo già muniti di decoder, presa scart e filo di antenna lungo 10 metri euro 3 acquistato dai cinesi  (tanto per provare, che se non va, teniamo solo i terminali, idea mia).
 
Ieri sera, mentre si pulisce il basilico per il pesto, si srotolano i
10 metri di antenna, si dona finalmente un terminale al cavo penzolante, e si prova l’ebbrezza dell’analogico: ficata, si vede da dio, sono almeno 15 anni che immaginiamo la tv, e stasera – che domani si stacca – scopriamo che bastavano tre euro e non ci saremmo scoppiati gli occhi e le meningi ad immaginare programmi ed informazione.

Cazzo, guarda, Floris cià i dentoni, Fini è pallido, la Gelmini è ininfluente, (vederla o non vederla, pensi sempre stia per dire una cazzata, e non sbagli mai).
 
Poi, tra un pinolo e il parmigiano, si attacca il decoder, ed ecco il segnale digitale.
 
Siamo contenti, o per lo meno io, perchè è dalla nascita della Terza Rete che non vedo tanta agitazione per una novità: una cacata, lo dico e lo ripeto, e ne sono convinta, ma è pur sempre una novità.
Milioni di segnali che passeranno tutti assieme vicini vicini, stretti stretti.
Il digitale è uno sballo: prendi tanta merda di poca qualità, la comprimi, la comprimi, la comprimi ed ecco la magia, la merda si raddoppia, quadruplica, centuplica.
Adesso hai tanta tantissima merda da vedere, ma si vede molto peggio.
 
Io mi guardo intorno: sono in cucina, dal decoder – posato precario sopra la tv – parte un cavo d’antenna, che passa sulla calderina, sotto il tubo di ventilazione, in mille spire mi passa sopra la testa, sopra la porta della cucina, sul gancio fissa porta della porta del disimpegno, sui libri, sulla credenzina e infine arriva allo sportellino vicino alla porta d’entrata.
Ecco, questa è la tecnologia avanzata, questo è il progresso.
 
Casaaaaa!

(*) francese maccheronico, e  non mi cacate la minchia.

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