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Peter Pan non vola più.
Dei ragazzi perduti, due si sono persi per davvero e il rimorso è una croce che si porta addosso.
L’isola che non c’è è lontana trent’anni.
Il capitano Uncino non lo ha mai voluto affrontare.
Con lui resta Campanellino, a farle da amante, madre, badante.
A Peter Pan, dei giorni felici, resta la sua sola calzamaglia.
 
Cheienne è un bambino non cresciuto, un eterno ragazzo con vicino una donna inaffondabile.
Passa attraverso gli anni  trascinandosi dietro un carrello per la spesa che diverrà un trolley nel momento che deciderà di farla finita con la paura.
 
Inutile raccontarlo, This must be the place, è un film da vedere, da godere, da assaporare.
Grand mezzi per il film di Sorrentino? Sì, e per fortuna così la smettiamo di far finta di fare film intimisti, e smettiamo di urlare al miracolo con film, noiosi , che se dici che non ti sono piaciuti, passi per quella che non capisce un cazzo.
“Vola al cinema”, citava uno slogan di un bel po’ di anni fa: il cinema ha da essere emozione, immagine, e storie narrate da una figura di uomo/donna che viene definita regista, perché oltre a dirigere attori e riprese, deve dirigere gli spettatori.
Deve prenderli per mano, farli sedere (in una poltrona possibilmente comoda, davanti a uno schermo visibile, dove possibilmente viene proiettata una buona copia del suo prodotto) e dirgli, questa è la mia storia, adesso ve la racconto. Vi piace?
 
Gli spettatori in genere vanno dai cine panettoni alle seghe mentali: quello che sta in mezzo, per la maggior parte di loro è merda.
 
Questo è un film per spettatori della mia età, ricorda molto i film degli anni 70 (che noi cinquantenni abbiamo molto amato),
 
Sorrentino ci accompagna in questo viaggio verso l’abbattimento della paura dell’interprete, che è poi una condizione che ritroviamo in buona parte della nostra generazione.

Cheyenne si trucca e da quel giorno non affronta più il padre.
Cheyenne si ritiene responsabile di due morti e da quel giorno depone le armi.
Cheyenne sa di essere stato un mediocre, molto molto fortunato e lo dice in un dialogo a David Byrne che ritiene invece un vero artista.
 
Cheyenne viaggia, in cerca di qualcosa, e non sa cosa.
Ha una missione, ma non è quella che lo muove.
Incontra personaggi e micro storie, ognuna raccontata magistralmente.
 
Peter Pan, abbandonerà la calzamaglia e si ricongiungerà con la propria ombra.

 

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