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C’è quello della famiglia che non ce la fa, e quello della scelta della scuola privata.
C’è quello del signore con il bastone che se gli cedi il posto ti dice di no, e poi appena scendi si siede e quello che la figlia lo porta solo in auto.
C’è quello degli spot di automobili dove ti raccontano che il lusso è un tuo diritto e quello dell’abbonamento al bus a tariffa agevolata e pagamento rateizzato.
C’è quello delle vacanze alle Maldivealternative e c’è quello della casa di campagna dei suoceri.
C‘è quello che scende in piazza e guadagna 1000 euro e quello che neppure se ne accorge se la città è in sciopero.
C’è il mondo che ogni giorno forma un presidio e quello che ti dice “perché, cosa è successo?”.
C’è il mondo che guarda Report e Presa diretta e quello che sul pc l’indomani guarda solo la copertina di Crozza a Ballarò.
C’è il mondo de “a me il cellulare cosa mi serve” e quello che oramai senza Ipad non esce.
C’è quello dei 10.000 euro al mese e quello che all’uscita della metro ti porge il foglietto della pubblicità della finanziaria per guadagnarsi 10 euro.
C’è un mondo che a me non piace un cazzo.

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